Sette anni dopo il primo Galaxy Fold, Apple è pronta a entrare nel mercato dei pieghevoli con il prodotto più audace della storia dell’iPhone.
Il dispositivo atteso per l’autunno 2026, che secondo le indiscrezioni potrebbe chiamarsi iPhone Ultra, non sarebbe un semplice aggiornamento della gamma: sarebbe un iPhone costruito attorno a scelte ingegneristiche inedite, alcune delle quali senza precedenti su un telefono Apple.
Ma ogni scelta estrema porta con sé un prezzo, e non solo quello scritto sul cartellino. Ecco le cinque novità più importanti.
Un iPhone che diventa iPad
È la trasformazione più radicale nella storia dell’iPhone. Da chiuso è un telefono, con uno schermo esterno da 5,49 pollici in formato 4:3, più largo e basso di qualsiasi iPhone attuale. Da aperto diventa qualcos’altro: 7,76 pollici, proporzioni da iPad mini, due app affiancate, sidebar a sinistra, layout adattivi.
Non è iPadOS, è un iOS ripensato per un formato che non è mai esistito su iPhone. Per la prima volta nella storia del prodotto, aprire lo schermo cambia il modo in cui si usa il telefono, non soltanto la superficie disponibile.
La piega quasi invisibile
Tutti i pieghevoli attuali hanno una piega visibile al centro del display. Apple ha lavorato per anni su tre tecnologie per ridurla al minimo. La cerniera in liquid metal, un metallo amorfo che resiste alla deformazione dopo migliaia di cicli.
Il vetro a spessore variabile con architettura dual-layer, pensato per isolare il pannello OLED dallo stress meccanico. La colla OCA, un adesivo viscoelastico che riempie le micro-irregolarità nel tempo. Il risultato atteso è una profondità della piega inferiore a 0,15 mm, circa un quarto di quella del Galaxy Z Fold 7. Non sarà cancellata del tutto, ma potrebbe diventare la meno visibile sul mercato.
La fotocamera nascosta sotto il display
Tutti i pieghevoli hanno un problema: quando il telefono è aperto, la fotocamera frontale occupa spazio sullo schermo interno con un foro nel pannello. Apple studia da anni la tecnologia per nascondere la fotocamera sotto il display, e sull’Ultra potrebbe finalmente usarla.
La fotocamera del display interno sarebbe sotto il pannello, con una risoluzione di 24 MP. Sarebbe un primato assoluto per una fotocamera under-display, tecnologia finora usata dai produttori Android con risultati spesso deludenti. Se il dato sulla risoluzione fosse confermato, sarebbe il primo vero salto di qualità per una soluzione che finora ha convinto poco.
Touch ID al posto di Face ID
È la scelta più divisiva. Tutti gli iPhone dal 2017 usano Face ID. L’Ultra tornerebbe al Touch ID laterale, integrato nel tasto di accensione, come su iPad Air e iPad mini. La ragione è tecnica: il sistema TrueDepth richiede spazio e componenti che non ci stanno in una scocca da 4,5 mm di spessore, per giunta in doppia posizione, schermo esterno e schermo interno.
La soluzione è funzionale e familiare, ma su un prodotto che si chiama Ultra e costa il doppio di un Pro Max fa inevitabilmente discutere. I modelli Pro tradizionali, per paradosso, potrebbero arrivare poco dopo con Face ID sotto il display, una soluzione percepita come più avanzata rispetto al ritorno al sensore laterale.
Niente MagSafe sul prodotto più caro di sempre
Qui arriva la parte più indigesta. Per restare così sottile, l’iPhone Ultra rinuncerebbe alla scocca in vetro sul retro, e con essa quasi certamente a MagSafe e alla ricarica wireless. Dal 2020 tutti gli iPhone (escluso iPhone 16e) hanno avuto MagSafe: caricabatterie, portafogli, supporti, cover con batteria, un ecosistema di accessori che milioni di utenti hanno costruito negli anni.
L’iPhone Ultra, il prodotto più costoso della gamma, sarebbe l’unico a non supportarlo. Non è ancora una certezza, perché i dummy mostrati finora non sono definitivi. Ma se la rinuncia fosse confermata, sarebbe il compromesso più difficile da giustificare su un iPhone che chiederà oltre 2.000 euro per entrare.
