OSTIANO – Ci sono storie che sembra non debbano finire mai. La realtà, purtroppo, dissolve i sogni e costringe ai conti con il presente, pur guardando ad un passato glorioso. E’ l’amara resa dell’Ostiano Volley, società che dal 1980 ha fatto pallavolo sul territorio, toccando picchi inimmaginabili per un paese di provincia, culminati con quella promozione in serie A2 che ha posizionato il paese al di là dell’Oglio sulla cartina geografica del volley nazionale. Ostiano Volley fa rima con Patrizio Ginelli, presidente allora e presidente oggi che il viaggio è arrivato al capolinea. «E’ una decisione sofferta – commenta il numero uno di Via Vacchelli – che mai avrei voluto prendere per la passione che ho per questo sport e per il mio paese. Ma così non posso più andare avanti, non ho più le forze e, purtroppo, non c’è stato un ricambio generazionale in grado di portare avanti la società».
Deluso?
«Deluso dal fatto che questa storia finisca, dal fatto che il libro dei ricordi di 46 anni di pallavolo si chiuda. Rammaricato per il fatto di non essere riusciti a trovare continuità dirigenziale per garantire un futuro alla società, ma non posso biasimare chi non se la sente».
In che senso?
«Oggi è tutto complicato. I costi sono triplicati, sia in termini di tasse federali che di costi per adempimenti fiscali e burocratici. Gestire una società oggi è un lavoro ed è imprescindibile una consulenza professionale. Così le piccole realtà muoiono, e credo saremo in tanti».
Se chiude gli occhi che ricordi ha?
«Indubbiamente la serie A, quell’anno meraviglioso che ha portato alla promozione, e poi la salvezza in A2, nonostante la necessità di emigrare a Curtatone».
Il sestetto tipo all time?
«Un mix tra ieri e oggi: Gioria in palleggio, Guatelli e Serena in banda – con Bughignoli e Vidi primi cambi – Salvi e Tresoldi al centro con Sironi opposto e Zampedri libero ed allenatore Gazzotti».