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La primavera, seppur a singhiozzi, sta portando il bel tempo e le temperature miti, ma tra i tipici elementi caratterizzanti la bella stagione, rientrano anche i piccoli ragnetti rossi, che puntualmente da aprile a giugno si impossessano di muri e balconi soleggiati. Ma cosa sono? Sono pericolosi? E perché si trovano solo su balconi, ringhiere e terrazze?
APPROFONDIMENTI
Ragni? Non proprio
Sebbene la forma e le simpatiche zampette, i ragnetti rossi non sono tecnicamente ragni. Si tratta infatti di Balaustium murorum, aracnidi appartenenti alla sottoclasse degli acari. L’elemento più riconoscibile di questi artropodi è sicuramente il loro colore rosso acceso, che è dovuto all’emolinfa, che possiamo considerare il loro sangue, anche se più viscosa e priva di globuli rossi.
L’emolinfa è piena di carotenoidi, pigmenti organici che fungono da aposematismo, un meccanismo che sfrutta colori sgargianti (come quelli che si vedono in alcune specie di rane) per avvisare i possibili predatori che non hanno un buon sapore.
Inoltre, l’evoluzione ha fatto si che prendessero quel colore per proteggersi dagli attacchi dei loro predatori, che secondo alcuni studi non avrebbero i fotorecettori per percepire il colore rosso, quindi, di fatto, è come se fossero invisibili.
Perché amano i muri e i balconi?
Probabilmente, la domanda più frequente che sorge riguardo i ragnetti rossi è relativa alla loro presenza sui balconi e i muri di casa, o comunque in zone delle abitazioni a contatto con l’esterno.
Perchè? Come primo elemento, basti pensare al loro nome scientifico, che tanto ci dice sulle loro abitudini.
Balaustium è una parola latina, derivante dal greco, che sta ad indicare il fiore del melograno. Effettivamente se apriste una melagrana, potreste rendervi conto che ogni singolo chicco del frutto ricorda, con un po’ di fantasia, il ragnetto primaverile. Il termine murorum invece è più intuibile rispetto al primo: è sempre latino e significa “dei muri“.
Compaiono in questo periodo perchè sentono il calore della primavera: dopo aver passato l’inverno “in letargo” al riparo, i ragnetti escono a fare il pieno di luce solare e a deporre le uova, che necessitano a loro volta di fonti di calore per schiudersi. Per questo motivo prediligono balconi e muri: molto spesso queste parti di casa possiedono fessure che risultano perfette per proteggere i futuri ragnetti ma senza rinunciare alla luce solare.
Esserini innocui e utili
Altro motivo per cui scorrazzano senza una meta sui balconi è per il loro cibo principale: il guano di uccello. Sono altresì una specie predatrice, che si nutre di larve di specie dannose per le piante, mentre loro non fanno alcun danno, né alla natura, né tantomeno all’uomo.
Come mandarli via
Se però proprio non vi aggrada la loro presenza sui balconi (che comunque è limitata ai mesi primaverili) non utilizzate insetticidi per mandarli via: rischiereste solo di sporcare muri e balconi con prodotti chimici senza sortire effetti, perché non sono insetti, bensì acari, quindi l’insetticida sarebbe del tutto inutile.
Esistono tuttavia dei metodi naturali per allontanarli: olio essenziale di rosmarino; oppure un’infusione di aglio; sapone di Marsiglia liquido diluito in acqua, o ancora l’argilla espansa, che se messa sotto ai vasi in balcone, accumulerebbe una quantità tale di umidità da rendere spiacevole l’ambiente ai ragnetti, che invece prediligono il caldo secco della primavera.
Comunque, piuttosto che cercare un modo per eliminarli o allontanarli, sarebbe utile imparare a conviverci per un paio di mesi: si tratta di esserini innocui, che anzi eliminano dei possibili parassiti per le piante, facendo naturalmente il lavoro di pesticidi chimici.
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