Delusione Cobolli, Roma saluta uno dei suoi idoli

(Flavio Cobolli) Tirante (forte), di nome e di fatto. Flavio Cobolli, che mai nella sua vita aveva giocato una partita sul Centrale di Roma, casa sua, ha le sue colpe, ma davanti si è trovato di fronte un avversario ai limiti dell’ingiocabile

Prestazione da top player, quella di Thiago Agustin, che rompe il piano perfetto del martedì dedicato agli ottavi di finale al Foro Italico. Musetti la mattina, Darderi e Sinner il pomeriggio, Cobolli la sera

Il prime time, invece, sarà orfano del tennis italiano, con Tirante che affronterà Medvedev. Una delusione cocente per Cobolli, che in un torneo che ha perso teste di serie ogni giorno sarebbe davvero potuto arrivare in semifinale a sfidare Sinner: i 23 errori (contro i 12 di Tirante), uniti a tanta fretta e a quell’inevitabile tensione che era sicuro di aver sconfitto, hanno invece prodotto una partita in cui Tirante ha espresso un livello di gioco altissimo, soprattutto con la prima di servizio (88% di punti quando è rimasta in campo).

Un match in salita fin dal break in apertura dell’argentino, a cui Cobolli si era ribellato con un gran diritto a sventaglio: la falsa partenza era stata tamponata, ma un altro break sul 3-5 (arrivato con uno dei tanti colpi potentissimi e precisi) ha dato il primo set a Tirante. Inutili gli sguardi e le indicazioni di papà-coach Stefano e i «daje Flavio» dei 10mila del Centrale. Il secondo set sembrava poter avere un’altra sceneggiatura, ma Cobolli nel settimo game ha spento la luce: prima un serve and volley con volée di rovescio a rete, poi tre gratuiti di diritto. Errori che contro un giocatore in serata di grazia al servizio sono costati la partita. Sul 4-5, sull’ultimo cambio di campo, Cobolli ha provato a portarsi ancora di più il pubblico dalla sua parte, ma Tirante — cresciuto sulla terra argentina — non si è fatto intimorire. Anzi, con quattro punti di fila, l’ha chiusa lì.