Europa in apnea a metà seduta, Milano (+0,3%) tiene con oil e volata Diasorin

Lo stallo tra Usa e Iran continua a frenare le Borse europee, che, complice anche la tensione sui mercati energetici, superano la metà seduta quasi tutte in territorio negativo. Milano – unica voce fuori dal coro insieme a Londra (+0,07%) – riesce però a resistere con un progresso dello 0,31%, grazie alla volata di Diasorin (+7,97%). Tra le altre Piazze, a mettere a segno i ribassi più consistenti è Parigi (-1,06%) con i big del lusso in calo, mentre sono più contenute le perdite di Francoforte (-0,25%), Amsterdam (-0,24%) e Madrid (-0,01%).

Tornando al Medio Oriente, le discussioni sulla pace in Iran si sono arenate dopo che il presidente Usa Donald Trump ha definito «inaccettabile» la risposta di Teheran al piano di pace americano. Tuttavia, gli investitori sperano che con la visita del capo della Casa Bianca in Cina (in calendario giovedì e venerdì) si possa riaprire il canale diplomatico. «Per Pechino, la stabilità e la sicurezza nel Golfo Persico, nel Golfo di Oman e nell’Estremo Oriente sono di massima priorità – ha infatti dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmail Baghaei – e i cinesi coglieranno l’occasione per mettere in guardia contro qualsiasi misura incalcolabile o atto illegale da parte degli Stati Uniti». Nel frattempo cresce l’attesa per l’approvazione al Senato, data quasi per scontata, della nomina di Kevin Warsh a presidente della Fed. Passando all’azionario, come detto, corre Diasorin, che, nonostante il trimestre sotto le attese, ha sorpreso gli analisti con la conferma della guidance.

Gli acquisti premiano anche i petroliferi, con Saipem (+2,2%) ed Eni (+1,16%) in testa in scia ai rialzi del greggio. Nexi (+2,2%) beneficia di un report positivo dei Deutsche Bank, mentre St (+1,85%) approfitta del rinnovato entusiasmo per le prospettive dell’AI dei produttori di chip asiatici. Sul fronte opposto, le prese di beneficio affossano la Difesa, con Avio (-7,9%) e Leonardo (-4,06%) che scivolano sul fondo. Anche con le trattative tra Usa e Iran che procedono a singhiozzo, gli operatori preferiscono infatti alleggerire le posizioni sul settore.

Sul valutario, l’euro scambia con il dollaro a 1,177 (da 1,177 dollari alla chiusura di venerdì). L’euro/yen si attesta a 184,92 (184,4) e il dollaro/yen a 157,11 (da 156,64 e 156,4). Poco mosso il bitcoin a 80.981 (+0,3%). Per le materie prime, il petrolio lima i rialzi rispetto alla prima parte della seduta: i future sul Brent guadagnano il 2,4% a 103,7 dollari al barile, mentre quelli sul Wti il 2,5% a 97,8 dollari al barile. Il gas sale dell’2,2% a 45,12 euro al megawattora ad Amsterdam. L’oro spot cede l’1% a 4.665 dollari l’oncia.