Una notte di sangue e lacrime sulle strade della Capitale: non hanno avuto scampo i centauri Gianluca Fino e Lorenzo Rapisardi, 22enni romani, morti sul colpo nello schianto frontale in cui sono rimasti coinvolti. L’allarme è scattato domenica poco dopo le 21 all’incrocio tra viale Marconi, via Pincherle e via di Valco San Paolo. «L’incrocio della morte», come lo chiamano i residenti della zona che da tempo chiedono un intervento per alzare il livello di sicurezza. Intanto, come hanno ricostruito gli agenti della Municipale del gruppo Tintoretto incaricati delle indagini, le moto dei ragazzi si sono scontrate frontalmente. Secondo i rilievi terminati solo ieri mattina all’alba, Rapisardi era alla guida di una Royal Enfield Himalayan, acquistata appena un mese fa, e stava percorrendo viale Marconi in direzione Eur. L’ipotesi degli investigatori è che avesse appena svoltato verso via del Valco di San Paolo. Quindi il drammatico scontro con la moto di Fino, una Triumph 400. Sono stati alcuni passanti, testimoni dello schianto, a chiamare i soccorsi. Quando i sanitari del 118 sono intervenuti sul posto hanno tentato per diversi minuti di rianimare i due centauri ma le loro condizioni sono apparse subito gravissime. Nonostante i ripetuti tentativi, non hanno potuto che dichiararne il decesso. A causa del violento impatto infatti, i corpi dei giovanissimi centauri sono stati sbalzati per diversi metri. L’impatto con l’asfalto sarebbe stato fatale.
LE IPOTESI
Gli agenti della Locale stanno ora lavorando per accertare le cause e stabilire eventuali responsabilità. Un’indagine complessa: la segnaletica verticale in prossimità dell’incrocio non ha infatti le telecamere di videosorveglianza. Ecco perché nella ricostruzione che i periti stanno eseguendo, saranno determinanti i rilievi. Ancora: gli agenti della Municipale arrivati sul luogo dell’incidente pochi istanti dopo lo schianto, hanno ascoltato a lungo alcuni i passanti e gli automobilisti che stavano percorrendo viale Marconi in prossimità dell’incrocio. Tuttavia nessuno sarebbe stato presente al momento dello scontro fatale. Al momento dunque, nessuno avrebbe fornito elementi utili alle indagini.
LE PERIZIE
Per chiudere il quadro investigativo sarà determinante accertare a che velocità stavano procedendo la Royal Enfield Himalayan e la Triumph 400. Il sospetto degli investigatori è che i due 22enni stessero viaggiando a velocità sostenuta e che, proprio per questo, nessuno dei due abbia avuto il tempo di rallentare ed evitare così l’impatto mortale. Un punto questo che verrà chiarito dalle due perizie tecniche disposte sui due mezzi subito sequestrati. La perizia dovrà inoltre accertare se il sistema frenante delle due moto è entrato in funzione. Infine, nelle prossime ore verranno eseguite le autopsie di Fino e Rapisardi. In questo caso, i test medici dovranno stabilire le cause della morte. Secondo un primo esame esterno, entrambi i ragazzi una volta sbalzati dalle moto, avrebbero sbattuto violentemente la testa a terra: «Un impatto violentissimo, sono morti sul colpo» hanno detto i sanitari del 118 che per primi hanno tentato di soccorrerli. Mentre continua ad allungarsi il drammatico bilancio delle vittime della strada. Sale infatti a cinque il numero delle vittime della strada nell’ultima settimana. Di queste, tre sul Gra: l’ultimo decesso lo scorso 10 maggio quando Riccardo Giorgini, 27enne, si è schiantato contro un’altra auto. Ancora: il 4 maggio aveva perso la vita Antony Josue, 35 anni, guardia giurata della Security Roma Management. Poche ore dopo era morto anche il motociclista Tiziano Trifelli: fatale, per il 40enne, lo scontro con un’auto.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Ogni giorno alle 16:00 le notizie dal quartiere
Iscriviti e ricevi le notizie via email