E’ stata rinviata a data da destinarsi l’udienza davanti alla gip del Tribunale di Trani Lucia Anna Volpe relativa all’opposizione alla richiesta di archiviazione presentata da Antonello Venditti nell’ambito del procedimento per diffamazione aggravata a carico di Raffaele Di Pietro, noto sui social come “Lello il rosso”, gestore della pagina Facebook “Barlett e Avast”.
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13 Luglio 2025
La Procura di Trani, con richiesta firmata dal pm Francesca Valerio, aveva chiesto l’archiviazione del procedimento ritenendo che il contenuto pubblicato da Di Pietro dopo il concerto del cantautore a Barletta del 25 agosto 2024 fosse riconducibile al “diritto di libera manifestazione del pensiero” e non avesse “il mero fine di denigrare” l’artista.
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La vicenda nacque dopo quanto accaduto durante il concerto nel fossato del Castello di Barletta, quando Venditti rimproverò dal palco una spettatrice senza sapere che si trattasse di una donna con disabilità. L’episodio divenne rapidamente virale sui social, anche attraverso video e commenti pubblicati dalla pagina “Barlett e Avast”.
Successivamente il cantante chiarì pubblicamente di non essersi reso conto della condizione della donna e le chiese scusa. Nella richiesta di archiviazione, la Procura sottolinea inoltre che l’episodio risultava “oggettivamente fraintendibile” e che le espressioni utilizzate da Di Pietro non sarebbero state gratuitamente offensive nei confronti di un personaggio pubblico. Gli investigatori, inoltre, non sono riusciti a identificare gli autori dei commenti offensivi e minacciosi comparsi sotto i post pubblicati sui social, poiché Meta non avrebbe fornito i dati richiesti.
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I legali di Venditti, gli avvocati Luca Pardo e Francesco Verri, hanno però presentato opposizione all’archiviazione chiedendo ulteriori approfondimenti investigativi e l’imputazione coatta di Di Pietro per diffamazione aggravata. Dopo l’udienza rinviata stamattina, Di Pietro ha affidato ai social la propria posizione: “Non ho mai avuto l’intenzione di diffamare o colpire personalmente Antonello Venditti, artista che ho sempre seguito e apprezzato. La mia reazione nacque esclusivamente dalla percezione immediata di ciò che appariva ai miei occhi e agli occhi di molti presenti”. “Confido semplicemente – ha aggiunto – che venga riconosciuta la mia buona fede e il contesto nel quale maturò quella pubblicazione”.
Sulla vicenda è intervenuto anche il difensore Michele Cianci: “Non è giusto prendersela con un ragazzo che si occupa di tutte le problematiche sociali ed è sempre dalla parte dei deboli”.