di
Carlos Passerini
Per i rossoneri una sola vittoria nelle ultime 6 partite: se non arriva la qualificazione in Champions sarà rivoluzione. Gli effetti del buco da 100 milioni. Deciso il ritiro fino alla gara col Genoa dopo il vertice anticrisi
Diavolo alla sbarra. Dalla dirigenza alla squadra, dalla proprietà all’allenatore, ora tutto il Milan è sotto accusa, nessuno escluso. Ieri, attorno all’ora di pranzo, al quarto piano del quartier generale rossonero è andato in scena un vertice anticrisi convocato d’urgenza dopo la disfatta con l’Atalanta di domenica sera: presente l’ad Furlani, il ds Tare e tutti i responsabili delle varie aree. Per una volta erano tutti d’accordo: da qui alla fine, la riflessione comune, serve mettere da parte screzi e individualismi e ragionare di squadra.
Vedremo se resterà solo un proposito o se stavolta si riuscirà a trovare quell’unità di intenti che è troppo spesso mancata, con le conseguenze che sono sotto gli occhi di tutti. La situazione si è maledettamente complicata: la mancata qualificazione alla Champions per il secondo anno di fila rappresenterebbe un fallimento collettivo clamoroso, sportivo e imprenditoriale, perché genererebbe un buco da cento milioni di euro che avrebbe effetti pesantissimi sul mercato e quindi sui progetti della prossima stagione.
Genoa in trasferta domenica e il Cagliari a San Siro all’ultima giornata: i rossoneri hanno ancora il destino nelle proprie mani, perché con 6 punti la qualificazione sarebbe aritmetica, ma la verità è che i segnali sono tutti negativi: il gruppo è in tilt sia sotto l’aspetto mentale sia sotto quello atletico. Molti giocatori sembrano avere già la testa al Mondiale o alla prossima stagione. Solo Allegri con la sua esperienza può trascinare la squadra fuori dal buco profondo in cui si è infilata due mesi fa, come testimoniano i numeri da brividi: una sola vittoria nelle ultime sei gare.
Dopo il giorno di riposo di ieri, oggi il Milan si ritroverà per il primo allenamento. Max prenderà la parola e ribadirà il concetto già espresso negli spogliatoi di San Siro: «Noi non siamo questi, torniamo a vincere». Detto così, sembra facile. La crisi però è evidente e non riguarda più solo l’attacco che non fa gol, ma anche una difesa che fa acqua da tutte le parti. Il piano del tecnico non contempla rivoluzioni tattiche, ma include il caro vecchio ritiro: da domani a domenica tutti a Milanello per ritrovare la retta via. Non accadeva dal 2019, con Gattuso. Pur non perseguendo più obiettivi di classifica, il Genoa dell’ex romanista De Rossi ci terrà a chiudere con una bella figura davanti al proprio pubblico. In più il Milan sarà in emergenza: oltre al solito Modric, il cui campionato è di fatto concluso, mancheranno per squalifica Leao, Saelemaekers ed Estupinan. Vero che nessuno dei tre sta brillando, anzi, ma servirà rimpiazzarli in qualche modo.
Una notizia positiva riguarda Pulisic: non ha lesioni muscolari e quindi giocherà. Un posto da titolare spetterà poi a Nkunku, l’unico a salvare la faccia contro l’Atalanta. Come lui, molti sono in bilico. In campo e non solo. Leao è sul mercato e, se si fa avanti un compratore, verrà venduto. Al di là della Champions, molto dovrà cambiare nella prossima stagione. Ma è chiaro che Cardinale dall’America non può essere soddisfatto. E dalla qualificazione o meno dipenderà il destino di molti. Sotto esame ci sarebbe anche Furlani, oggi obiettivo numero uno della feroce contestazione dei tifosi che protestano e chiedono a gran voce le dimissioni.
Ai piani alti di Casa Milan si sussurra che Ibrahimovic, rimasto dietro le quinte dopo l’ottavo posto dell’anno scorso, potrebbe tornare al centro della scena. In bilico anche il ds Tare e lo stesso Allegri, che potrebbe essere rimpiazzato da Italiano o da Farioli. Da tutti loro, come dai giocatori, la proprietà made in Usa si aspetta uno scatto. Allo stesso tempo, i tifosi delusi si aspettano una scatto da parte della proprietà: dopo la cacciata di Maldini nel 2023, i risultati sono stati sempre negativi. Al momento tutto però è ancora aperto. Il Diavolo ha il destino nella proprie mani. E in 180 minuti si gioca il futuro.
12 maggio 2026 ( modifica il 12 maggio 2026 | 07:25)
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