di
Pierpaolo Lio

Cinque persone fermate dopo la lite con la polizia, accuse social di razzismo. L’orafo di origini senegalesi, 43 anni, cittadino italiano, è stato caricato in auto e tenuto per 12 ore in questura

«Dovete vergognarvi, dovete vergognarvi». Le immagini sono concitate. Riprendono la parte finale di un intervento dei poliziotti delle Volanti. Si vede un uomo — Diala Kante, 43enne senegalese con cittadinanza italiana — bloccato a terra. Un agente (in borghese) lo tiene fermo piazzandogli il ginocchio sulla schiena. Due colleghi, in divisa, lo ammanettano. Le voci in sottofondo nel frattempo si sovrappongo. «Calmo, stai calmo», si sente ripetere all’uomo a terra. «Non avete il diritto», grida qualcuno. «Non si fa così». Gli operatori lo fanno salire sull’auto di pattuglia — «Vai in macchina» — mentre tutt’attorno continuano le proteste. «Vergogna». Si sente la voce di un ragazzino urlare disperato «papà». Poco dopo un altro uomo, bloccato, viene scaraventato sul cofano di una Volante accorsa in ausilio.

In una manciata d’ore la clip, che risale alle 19.50 di sabato ed è stata filmata davanti al ristorante «Baobab» di via Tadino, rimbalza ovunque. A rilanciarla è anche Selena Peroly, attivista d’origini camerunensi, che ha rintracciato il padre ripreso in quelle immagini. «Sono venuto come sempre a mangiare qui. C’erano già i poliziotti», è il suo racconto. «Ho detto “ma siete sempre qua”, “stiamo svolgendo un controllo”, hanno detto loro». A questo punto gli agenti gli avrebbero chiesto i documenti, «che io ho dato», fa notare Kante, orafo in Italia dal 2011. «Ho detto poi: “Ma tu ce l’hai con i neri”». In risposta avrebbe ricevuto «parole molto forti» e poi «uno mi ha messo le manette, davanti a miei figli, e mi ha messo a terra. Non ho fatto nessuna resistenza. Ho parlato, non ho diritto di esprimermi? Ma mi hanno tenuto 12 ore in questura».



















































Quelle immagini documentano la parte finale di un intervento di routine (un controllo degli avventori per via delle tante persone che si fermano fuori dal locale, più volte oggetto di esposti dei residenti) che, agli atti, risulta movimentato fin dall’inizio. Al loro arrivo, gli agenti sarebbero stati subito accolti da proteste e insulti. Un poliziotto sarebbe stato strattonato, finendo a terra. Ma la situazione non sarebbe tornata alla calma nemmeno con l’arrivo dei rinforzi. I clienti avrebbero continuato a opporsi alle verifiche. E gli agenti hanno quindi deciso di bloccare i più esagitati. Sono cinque. Oltre a Kante, la titolare 40enne del ristorante, il compagno 34enne e due 32enni. Sono tutti senegalesi con cittadinanza italiana. I quattro uomini sono stati accompagnati in questura per l’identificazione, in quanto si sarebbero rifiutati di comunicare le generalità e di consegnare i documenti. Per loro, denuncia per resistenza e oltraggio.

Alla scena ha assistito anche un residente della via. Che spiega di aver visto l’arrivo degli agenti e fin da subito «alcune persone che hanno iniziato a urlare contro la polizia perché non volevano dare i documenti». Le proteste, prosegue il suo racconto, sarebbero state accese: «Alcuni hanno spintonato i poliziotti, e uno in particolare ha trascinato a terra un agente. Solo dopo vari tentativi sono riusciti a bloccarlo».


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12 maggio 2026