Incredibile. Il Napoli crolla nel recupero contro il Bologna, dopo aver rimontato lo 0-2, e dovrà conquistare la partecipazione alla prossima Champions nelle ultime due partite, magari già domenica sul campo del Pisa retrocesso.
Italiano e i rossoblù: un vero incubo. Doppio vantaggio conquistato in assoluta scioltezza, con la rete di Bernardeschi dopo 10 minuti, non marcato da nessun difensore azzurro, e il raddoppio di Orsolini su un rigore segnalato dal VAR dopo lo scomposto intervento di Di Lorenzo su Miranda.
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Primo tempo choc contro un avversario che niente aveva da chiedere a questa partita. Passo lento degli azzurri, confusione in attacco ed errori in difesa: copione spesso visto nelle ultime settimane. Ci ha pensato il capitano della ciurma, Di Lorenzo, tornato in campo dopo cento giorni, a rimettere in corsa il Napoli con il gol alla fine del primo tempo. Ed è stata la scintilla che ha poi portato, a inizio ripresa, al raddoppio di Alisson (gran gol, il quarto, tutti segnati al Maradona) su assist di Hojlund, il settimo servizio di un attaccante che non inquadra la porta da due mesi ma si batte con impegno, cercando un’ispirazione.
I margini di crescita del danese, da riscattare con 40 milioni, sono ampi. Ma servirà un adeguato ricambio per lui nella prossima stagione, considerando la doppia competizione, perché si è visto in questi mesi che chiaramente non può reggere da solo il doppio impegno. Quanto al brasiliano prelevato a gennaio, era apparso abbastanza fumoso nel primo tempo, saltando l’uomo ma senza offrire il servizio giusto. Quel gol dimostra però che ha qualità su cui lavorare. Il pareggio avrebbe dovuto dare energia. La spinta di Fuorigrotta ha senz’altro creato pressione sui giocatori del Bologna, che si sono tutti piazzati nella loro area chiudendo i varchi, mentre gli azzurri si lanciavano a caccia del terzo gol, quello che avrebbe chiuso in tutti i sensi i conti.
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Ma non vi è stata quell’intensità necessaria per vincere: il Napoli, come le altre squadre in lizza per i posti Champions, ha problemi fisici evidenziati da settimane. Il Bologna ha tenuto bene; gli ex campioni d’Italia non hanno saputo pungere gli avversari e hanno incassato la terza rete nel recupero, realizzata da Rowe con una spettacolare rovesciata. Ci sono responsabilità di Conte in questa sconfitta come in quella con la Lazio: come è stato possibile perdere sei punti al Maradona contro avversari che niente avevano da chiedere al campionato? Dia una scossa, l’allenatore, per non complicare il finale di stagione. La Juve è a -2, la Roma e il Milan a -3. Eppure Conte, prima di affrontare il Bologna, aveva azzardato il sintetico bilancio di questa stagione: «Ha vinto l’Inter, complimenti all’Inter. Ma noi non abbiamo perso».
Detto quasi con l’orgoglio di chi ha vissuto questa “battaglia” sulla propria pelle, affrontando le difficoltà quasi quotidiane degli infortuni, con cui l’allenatore si è confrontato anche ieri mattina in una seduta di rifinitura, quando De Bruyne, a causa di una testata, si è procurato una ferita allo zigomo. Stagione no per il top player belga che avrebbe dovuto illuminare il Napoli e invece ha vissuto questa esperienza a sprazzi. Chiaro ancora non è il suo futuro. Perché lo stipendio è alto e l’età (34 anni) pesa, però Kevin è indubbiamente portatore di quella mentalità vincente di cui vi è bisogno in una squadra che deve rinnovare le proprie ambizioni, con lo stesso spirito che Conte ha saputo costruire nella scorsa stagione.
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Stagione ai titoli di coda, con la Champions da conquistare e l’interrogativo su Conte da sciogliere appena possibile, analizzando i progetti e rispettando i rapporti che in questi mesi si sono creati con De Laurentiis. Due forti personalità, il presidente e l’allenatore, che non si sono scontrate al contrario di fosche previsioni già all’atto della stipula del contratto triennale. Si dà, quasi sempre dagli stessi fronti, una lettura sbagliata di quanto accade nel Napoli. I due scudetti in 24 mesi sono stati il risultato di un lavoro attento svolto dal team societario e da quello tecnico. Ma questo è il passato. Adesso bisogna tornare a correre e a vincere. Il Napoli ritrovi la sua identità.