Bologna, 12 maggio 2026 – Il Giro d’Italia 2026 torna a scorrere sulle strade del Paese come un grande racconto in movimento, un’onda rosa che attraversa città, montagne e pianure portando con sé il respiro profondo dell’Italia. È molto più di una corsa: è un viaggio dentro l’anima dei territori, una sfida che ogni anno accende emozioni collettive e trasforma le strade in un teatro di fatica, bellezza e gloria. È l’Italia che si specchia nelle sue strade e si riconosce nella fatica, nella bellezza, nella voglia ostinata di andare oltre.

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Dalla Bulgaria, dove il viaggio ha preso il via l’8 maggio, il Giro entra in Italia come un esercito gentile di uomini e biciclette, risalendo la penisola tra salite leggendarie e paesaggi che paiono dipinti. Prima il Blockhaus, severo e maestoso; poi i muri marchigiani, ruvidi come il respiro corto degli ultimi chilometri; infine l’Emilia-Romagna, terra che al ciclismo ha donato campioni, passione e una devozione che sa di popolo. Qui il Giro non passa soltanto: viene accolto come un eroe, come un amico, come un parente che torna a trovare, come una festa di piazza.

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Ed è proprio qui che il Giro troverà una delle sue giornate più intense. Domenica 17 maggio la tappa numero 9 unirà Cervia (Ravenna) al Corno alle Scale (Bologna) in un percorso che sembra disegnato per raccontare due anime opposte e complementari della regione: il mare e la montagna. Sarà una lunga cavalcata emiliano-romagnola: da Cervia al Corno alle Scale, dal mare all’Appennino, dalla brezza salata della Riviera fino al silenzio alto delle montagne bolognesi.

Un ritorno carico di memoria, perché proprio lassù, ventidue anni fa, Gilberto Simoni scrisse una pagina immortale del Giro. All’inizio la strada sembrerà quasi indulgente. I corridori fileranno veloci accanto ai colori della pianura, attraversando paesi e piazze dove il ciclismo è ancora un racconto tramandato davanti ai bar e lungo le strade. Cervia, Cotignola, Mordano, San Lazzaro di Savena, Rastignano, Pian di Macina, Sasso Marconi, Marzabotto, Vergato: nomi che diventeranno eco di ruote e applausi.

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Poi arriverà la salita. Dal tratto finale verso Querciola fino all’ascesa conclusiva del Corno alle Scale, la strada inizierà a stringere i corridori in una sfida severa, dura, senza tregua. È lì che la tappa si trasformerà davvero: non più solo velocità e strategia, ma resistenza, carattere, capacità di restare in piedi contro la fatica. Un ritorno atteso da ventidue anni.

E l’Emilia-Romagna, ancora una volta, saprà essere tutto insieme: mare e montagna, dolcezza e fatica, festa e silenzio. Una terra che non guarda il Giro passare, ma lo accompagna, lo spinge, lo vive.

L'altimetria della nona tappa del Giro d'Italia 2026 Cervia-Corno alle Scale che si correrà domenica 17 maggio

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Si partirà da Cervia, su via Piazza Maffeis, alle 12.35 dopo 2 ore dedicate a foglio firma, carovana, villaggio sponsor e soprattutto la sfilata dei corridori al palco. Poi via affrontando salite e difficoltà per riuscire a tagliare il traguardo di Corno alle Scale attorno alle 17. La carovana pubblicitaria, invece, anticiperà la corsa di due ore, e arriverà solo fino a Villaggio Europa, attorno alle 16, un’ora prima del passaggio dei ciclisti.

La corsa toccherà: Castiglione di Ravenna (12.54), San Zaccaria (12.59), San Pietro in Vincoli (13.07), San Pietro in Trento (13.16), Cotignola P.L.-v.Mad. di Genova (13.35), Barbiano (13.42), Solarolo v.Fossa di Sopra (13.48), Bagnara di Romagna (13.54), Mordano (13.56), Castel Guelfo di Bologna (14.13), Poggio Piccolo v.Stradelli Guelfi (14.21), Ponte Rizzoli (14.32), Caselle v.Villanova, v-Maresotti (14.42), San Lazzaro di Savena v.Cavina (14.47), Rastignano (14.55), Pian di Macina Musiano (15.01), Monte della Capanna (15.09), Sasso Marconi v.Ponte Albano (15.17), Marzabotto (15.27), Pioppe 815.34), Vergato (15.43), Riola (15.54), Molinaccio (16.08), Silla (16.06), Gaggio Montano (16.18), Querciola (16.26), Villaggio Europa (16.30), Km Red Bull a Vidiciatico (16.44), Vidiciatico (16.44), Madonna dell’Acero (16.52), Corno alle scale arrivo alle 17 a Rifugio Cavone.