Musetti ha sofferto problemi fisici ed emotivi

(Gaia Piccardi) Un tennista chiaramente impossibilitato a giocare il suo miglior tennis, forse per limiti fisici (permane la fasciatura alla gamba sinistra), forse per un blocco emotivo (l’emozione nel Master 1000 di casa, che ha già sgambettato i due enfant du pays, Berrettini e Cobolli), forse per motivi che conosce solo lui. Ma la sovrumana fatica di Lorenzo Musetti, impegnato ad attraversare la sua personalissima selva di fantasmi con Casper Ruud sul centrale degli Internazionali, è evidente. Come con Cerundolo, l’azzurro è prigioniero di forze oscure. Sbraita, parla in continuazione con il suo angolo, si mette la mano sulla bocca ma non c’è uno dei tanti santi in paradiso che non sia scomodato dai suoi improperi. Il soliloquio musettiano, però, non è produttivo. Un break al sesto game del primo set, ottenuto dal norvegese grazie a un doppio fallo di Lorenzo, indirizza il match verso lidi lontani. Frustrato, l’ex n.5 del mondo spacca la racchetta, meritandosi un warning. Finisce 6-3, ed è uno strazio. 55% di prime in campo, 12 errori gratuiti. Una generica impossibilità a lasciare andare il braccio, che manda Musetti ai matti.
C’è vento. E all’interno del centrale, come dimostrato da Sinner con Popyrin, è una difficoltà da gestire. Musetti è nervoso, falloso, incazzoso. I colpi vincenti, più che di un disegno tattico, sono frutto della disperazione. Un rovescio lungolinea tirato chiudendo gli occhi, un dritto inside-out che taglia il campo spinto dal bisogno di respirare, più che di fare punto. Più che giocare a tennis, Lorenzo parla. Con se stesso, con il secondo padre Tartarini, meno – è l’impressione – con il supercoach Perlas, che in un binomio così saldo e affiatato fatica a inserirsi, a far sentire la sua voce. Il primo game del secondo set riassume bene la partita: è interminabile, un rebus di cui Lorenzo ancora una volta non riesce a venire a capo. Alla settima palla break Ruud passa con la combinazione rovescio lungolinea e palla corta, impossibile da raggiungere per l’azzurro. Ruud vola 3-0. Al cambio di campo Musetti chiede il medical time out e chiama il fisioterapista: si fa sostituire la fasciatura e massaggiare la coscia. Durante le operazioni Lorenzo scuote la testa, lo sguardo nel vuoto. E’ la fine. 6-1
Avanza Ruud, l’antico n.2 del ranking (correva il 2022) che presidia la parte bassa del tabellone degli Internazionali. Per Lorenzo c’era da difendere la bella semifinale dell’anno scorso con Alcaraz. Musetti perderà altri punti e altre posizioni in classifica (esce dai top 10). Non è chiaro quale sia il suo male, se del corpo o dell’anima o di entrambi. Di certo è una sofferenza assistere al tormento di un fulgido talento, che per qualche motivo si è scordato di avere più tennis nel braccio di chiunque altro (Alcaraz escluso).