I neopatentati possono guidare auto più potenti rispetto al passato, ma per un periodo più lungo. È il cambio di prospettiva introdotto dalla riforma del Codice della Strada: non più il vecchio schema del primo anno con soglie molto basse, bensì una disciplina triennale con limiti meno penalizzanti sul piano tecnico, ma più estesi nel tempo. Per chi consegue la patente B oggi, il riferimento è l’articolo 117 del Codice della Strada.

La norma stabilisce che, per i primi tre anni dal rilascio, non è consentita la guida di autoveicoli con potenza specifica superiore a 75 kW per tonnellata; per i veicoli di categoria M1, cioè le normali autovetture per il trasporto di persone fino a otto posti oltre al conducente, vale anche un secondo tetto: potenza massima non superiore a 105 kW, pari a circa 142 CV. La regola comprende anche auto elettriche e ibride plug-in.

Più potenza per i neopatentati, ma per tre anni

Prima della riforma, il limite di potenza per i titolari di patente B durava un anno e fissava parametri più severi: 55 kW/t e, per le autovetture M1, 70 kW di potenza massima. Con le nuove regole la soglia sale a 75 kW/t e il limite assoluto arriva a 105 kW, ma la durata viene estesa a tre anni.

Quando si parla di auto per neopatentati, nella maggior parte dei casi si parla di veicoli M1. Rientrano in questa categoria le autovetture destinate al trasporto di persone con massimo otto posti oltre a quello del conducente. La categoria è importante perché, per questi veicoli, il limite non è soltanto il rapporto potenza/tara, ma anche la potenza massima assoluta di 105 kW. In termini pratici, una stessa vettura può essere disponibile con motori diversi, potenze differenti, allestimenti più pesanti o varianti ibride ed elettriche con dati omologativi non identici. Una versione può essere consentita, un’altra no.

Prendiamo un esempio tipico. Una compatta benzina da 100 CV può rientrare nei limiti, mentre una versione sportiva dello stesso modello può superarli. Un suv ibrido leggero da 136 CV potrebbe essere guidabile se resta sotto 105 kW e sotto 75 kW/t. Una variante più prestazionale dello stesso suv, magari con 160 o 180 CV, uscirebbe dal perimetro. Il dato che conta è riportato nei documenti ufficiali del veicolo.

Tra utilitarie, city car e compatte

Le auto più adatte ai neopatentati restano, nella pratica, le city car, le utilitarie e molte compatte generaliste. Modelli con potenze comprese tra 70 e 120 CV rientrano con facilità nei nuovi limiti se hanno una massa sufficiente a mantenere il rapporto potenza/tara sotto la soglia di 75 kW/t. Il salto da 70 a 105 kW ha ampliato il mercato perché consente di prendere in considerazione vetture più versatili, più sicure nei viaggi extraurbani e più adatte anche all’uso familiare. Il limite di 105 kW è solo uno dei due parametri. Un’auto leggera e brillante può restare sotto i 105 kW ma superare il rapporto di 75 kW/t se pesa poco e ha una potenza vicina alla soglia massima. Il rapporto peso-potenza serve proprio a evitare che vetture molto leggere e nervose risultino guidabili solo perché non superano il tetto assoluto.

La nuova normativa rende guidabili molti più B-suv e crossover compatti rispetto al vecchio regime. Anche in questo caso, un crossover con motore da circa 100 o 130 CV può essere compatibile. Una variante sportiva, una versione top di gamma più potente o un modello plug-in con potenza elevata possono invece essere esclusi.

Con elettriche e ibride plug-in la questione diventa più tecnica. Per i veicoli elettrici la potenza è quella massima di picco. Ai fini della verifica per i neopatentati il riferimento pratico è il dato omologato riportato nei documenti del veicolo. Le plug-in hybrid meritano ancora più cautela. Sono vetture pesanti e quindi il rapporto tra potenza e tara può apparire favorevole, ma possono avere potenze di sistema molto elevate.  Le mild hybrid sono più semplici da valutare perché il sistema elettrico non cambia il profilo di potenza del veicolo.

Come capire se un’auto può essere guidata da un neopatentato

La prima verifica riguarda la potenza massima, espressa in kW. Per le autovetture M1 non deve superare 105 kW. Il secondo controllo riguarda la potenza specifica, il rapporto tra potenza e tara, che non deve superare 75 kW/t. Se uno solo dei due viene superato, l’auto non è guidabile dal neopatentato. Il rapporto peso-potenza si ricava dividendo la potenza in kW per la tara espressa in tonnellate. Il peso considerato comprende convenzionalmente anche un conducente standard di 75 kg.

Una comoda strada da seguire è quella dell’online. Nella sezione del Portale dell’Automobilista dedicata ai neopatentati è possibile digitare la targa e verificare l’autorizzazione alla guida. Nei casi più delicati il controllo con la targa va affiancato alla lettura del documento di circolazione. Il mercato comunica spesso la potenza in CV, mentre la legge ragiona in kW. La conversione indicativa è semplice: 105 kW corrispondono a circa 142 CV. Fermarsi ai cavalli può trarre in inganno perché resta da verificare il rapporto tra potenza e tara.

Quando non si applicano i limiti di potenza

La nuova formulazione dell’articolo 117 prevede un’eccezione: i limiti di potenza non si applicano se accanto al conducente si trova, in funzione di istruttore, una persona di età non superiore a 65 anni, munita di patente valida per la stessa categoria conseguita da almeno dieci anni oppure di patente valida per categoria superiore.  L’altra eccezione riguarda i veicoli adibiti al servizio di persone invalide, autorizzate ai sensi dell’articolo 188 del Codice della Strada, purché la persona invalida sia presente a bordo. Anche in questo caso si tratta di una deroga collegata a una condizione di utilizzo. Se il veicolo è usato senza la persona invalida presente, la copertura dell’eccezione viene meno.

Il caso del foglio rosa va distinto dal neopatentato. Chi ha il foglio rosa non ha ancora conseguito la patente B e si esercita secondo regole diverse, con accompagnatore qualificato e contrassegno P.

Sanzioni e rischi per chi guida un’auto fuori limite

Chi viola i limiti di potenza o di velocità previsti dall’articolo 117 si espone a una sanzione amministrativa da 165 a 660 euro e la sospensione della patente da due a otto mesi. In caso di incidente, la guida di un veicolo non consentito complica la posizione del conducente anche sul piano assicurativo e nella gestione delle responsabilità.

Oltre ai limiti di potenza, i neopatentati devono rispettare limiti di velocità: 100 km/h in autostrada e 90 km/h sulle strade extraurbane principali per i primi tre anni dal conseguimento della patente. C’è poi il tema dell’alcol. Per i neopatentati, nei primi tre anni dal conseguimento della patente, il tasso alcolemico consentito è zero. Il divieto assoluto riguarda tre categorie: minori di 21 anni, neopatentati nei primi tre anni e conducenti professionisti.