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Redazione Milano

L’indagato si trova nella Capitale al laboratorio «Genomica», dove un’esperta avrà il compito di tratteggiarne la personalità: «Sarà utile da contrapporre all’analisi fatta dai Racis. Siamo al lavoro su cinque consulenze»

«Come sta Andrea? È tranquillo nel limite del possibile. Era angosciato dall’arrivare qui perché sapeva di trovare questa bolgia». Così l’avvocata Angela Taccia, amica e legale di Sempio, parlando con i cronisti all’esterno del laboratorio «Genomica» di via Arduino, a Roma, dove martedì mattina è giunto anche il 38enne indagato per l’omicidio di Chiara Poggi.

Sempio si trova a Roma per sottoporsi a una nuova perizia psicologica e per incontrare il pool difensivo. «È un ragazzo che da mesi tende a vivere chiuso in casa a parte quando va a lavorare – ha aggiunto Taccia – l’ultima settimana l’ha passata o in studio da noi, o tumulato in casa e se esce trova i giornalisti, che fanno il loro lavoro. Quindi di fatto è già ai domiciliari, è una situazione molto difficile».



















































«Abbiamo recuperato tutto il materiale probatorio, documentale e
informatico, e lo abbiamo distribuito tra i nostri vari consulenti», aggiunge l’altro legale di Sempio, Liborio Cataliotti precisando che questi ultimi sono «al lavoro su cinque consulenze». «I colloqui tra l’indagato e la nostra psicologa, psicoterapeuta e criminologa, volti a tratteggiarne la personalità, si protrarranno fino a sera». Il profilo «sarà utile da contrapporre o eventualmente accompagnare  a quello fatto dai Racis», cioè il Raggruppamento Carabinieri Investigazioni Scientifiche a cui si è rivolta l’accusa.

Da codice di procedura penale, dopo la notifica dell’avviso di conclusione delle indagini, la difesa ha 20 giorni di tempo per visionare gli atti, presentare memorie, produrre documenti o chiedere l’interrogatorio dell’indagato. Si preparano dunque due settimane molto intense per la difesa di Andrea Sempio. 

Le cinque consulenze su cui il pool lavora sono: «una medico-legale» per determinare le cause e l’orario della morte, «una antropometrica» relativa alla misura dell’impronta delle scarpa lasciata dall’assassino la mattina del 13 agosto 2007, quindi sul «ripulire i poco comprendibili e difficilmente ascoltabili audio delle intercettazioni, o di alcune delle intercettazioni». E ancora: i consulenti della difesa Sempio sono impegnati in «una replica della Bpa» ossia sulla dinamica del delitto nella villetta di Garlasco, e ancora «un supplemento di indagine dattiloscopica sull’impronta 33 e sui rapporti con la 45», la traccia presente poco più sotto della palmare presente sul muro di destra del vano delle scale che portano in cantina, dove fu trovato il corpo della ventiseienne. «Oggi cercheremo di finire la consulenza personologica. Abbiamo già consegnato a tutti gli esperti, tra cui Palmegiani, tutto il materiale affinché possano redigere nei termini tutte le varie consulenze da parte nostra. Le depositeremo il prima possibile entro il termine dei 20 giorni, possibilmente li useremo tutti», ha detto Taccia. 

«Non ci sembra che sia saltata fuori la pistola fumante, come da mesi la chiamano», è il commento dell’avvocata sulle prove raccolte dagli inquirenti. «Finalmente abbiamo ottenuto gli audio e dobbiamo farli analizzare. Un conto è leggere dei brogliacci, un altro è sentire. E bisognerà sentire anche il consulente informatico, perché l’audio ovviamente va analizzato, ripulito dai rumori, bisogna ritrascrivere. Le intercettazioni sono molto importanti. Poi riparleremo col cliente e capiremo bene che prossimi passi possiamo valutare e fare». 

I pm: «Sempio non passò per caso davanti alla villetta dopo l’omicidio»

Tra gli atti dell’indagine che la difesa ora sta consultando ci sono anche le conclusioni degli inquirenti a proposito del passaggio, secondo loro non casuale, di Andrea Sempio in via Pascoli a Garlasco, davanti alla villetta dei Poggi. Lui riferì di essere passato per caso, dopo aver «notato la presenza di un’ambulanza e di diverse persone», come mise a verbale. Di quel suo passaggio davanti all’abitazione nei mesi scorsi erano riemerse anche alcune foto. Negli atti gli inquirenti, riportando pure delle piantine della zona, scrivono che «non si capisce per quale motivo» Sempio in auto col padre, dopo le ore 15 di quel giorno, passando da casa della nonna del ragazzo a quella familiare, «avrebbe dovuto transitare all’altezza di via Pascoli», dato che non era lungo il percorso, anzi si trovava «esattamente nella direzione opposta».

In un verbale del 2008 il giovane aveva dichiarato che «nel transitare per via Pavia giunti all’altezza di via Pascoli, notavo la presenza di un’ambulanza e delle persone». Sempre per i pm, però, non è «verosimile che dal breve tratto di via Pavia, percorso dall’indagato e dal padre, fossero visibili le persone presenti in via Pascoli, considerata la distanza e la presenza di due rotatorie». La versione di Sempio, anche su questo punto, dunque, per l’accusa è «palesemente inverosimile». Il ragazzo, tra l’altro, nel 2008 aveva raccontato di essersi «recato nuovamente in via Pascoli per curiosità verso le 16 da solo». E che aveva saputo da una giornalista che «era stata trovata morta una ragazza all’interno della propria abitazione» e qualcuno dei presenti aveva fatto il nome di Chiara Poggi. Poi, era tornato a casa e più tardi era andato ancora là in via Pascoli col padre. 


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12 maggio 2026 ( modifica il 12 maggio 2026 | 14:48)