Mollato dalla Juve, si era ritirato e poi è rinato in Catalogna proprio mentre nel suo ruolo a Torino è iniziato un periodo incerto. E lui nel corso di un podcast dice che è la prima volta che è compagno di un portiere più forte di lui…
Giornalista
12 maggio – 13:40 – MILANO
E pensare che si era ritirato, Wojciech Szczesny. Era l’estate del 2024 e, dopo la risoluzione consensuale con la Juventus – con buonuscita – aveva deciso di chiudere con il calcio giocato. Mancanza di stimoli, probabilmente, a termine di una carriera luminosa tra Arsenal, Roma e appunto Juventus. Poi, però, la chiamata del Barcellona dopo poco più di un mese alla luce dell’infortunio del titolare Marc-André ter Stegen: ora, 17 mesi dopo, il portiere polacco sta smaltendo i postumi della festa blaugrana per la vittoria della Liga, una celebrazione vissuta da assoluto protagonista e idolo della folla. Da quando vive in Catalogna, il buon Szczesny ha messo in bacheca addirittura cinque trofei. Alla faccia del taglio alla Continassa.
Davanti a tutti—
Dopo la fatica sui campi di tutta la Spagna, a Barcellona è stato il tempo degli sfrenati festeggiamenti per le vie della città con i calciatori di Hansi Flick scatenati a bordo del classico pullman scoperto. L’ex bianconero avrà pur giocato soltanto dieci partite in stagione, ma in simili situazioni non si segue la classifica dei minutaggi: in prima fila c’era lui insieme al connazionale Robert Lewandowski, seduti sul tettuccio del pullman sopra alla postazione di guida dell’autista e da lì, nella posizione più fotogenica di tutte, i due polacchi hanno fatto di tutto per rendere memorabili la festa blaugrana. In ordine sparso: selfie, autografi, dirette video, gelato divorato a cucchiaiate direttamente dalla vaschetta, fumo libero, birre e diverse gag con tifosi e compagni di squadra. Amato anche ai tempi della Juventus, chissà cos’hanno pensato i cuori bianconeri vedendo un portiere liquidato in fretta festeggiare scatenato: due campionati, due Supercoppe di Spagna e una Copa del Rey. Ecco, forse una buona parola a Lewandowski su come si vive a Torino, tra un coro e l’altro: questo sì che sarebbe stato un regalo prezioso per i suoi vecchi sostenitori… Di certo, però, a diversi juventini non hanno fatto piacere la dichiarazioni concesse dal portiere a Eleven Sports in cui, per elogiare Joan Garcia del Barcellona, ha affermato che è stata la prima volta in carriera in cui ha condiviso lo spogliatoio con un portiere “molto più forte” di lui. Gianluigi Buffon, nemmeno citato.
Pronostici sulla Liga generati dalla nostra IA. Prova gratis Gazzetta AI Predictor.
Colpo di spugna—
Ciò che rende bizzarri gli ultimi due anni di Szczesny, poi, è che la Signora lasciata forzatamente due estati fa si è sgretolata pian piano fino a non esistere più. La scelta dell’allora direttore tecnico Cristiano Giuntoli di tagliare Wojciech – come altri – dalla rosa era dettato dalla necessità di sottoporre a una dieta ferrea il monte ingaggi di squadra nell’ottica di una rivoluzione generale dell’organico, ma già da quasi un anno il manager non è più alla Continassa (sostituito di fatto dall’attuale amministratore delegato Damien Comolli) e pure l’allenatore Thiago Motta è fuori dalla Juventus. In più, il sostituto designato – Michele Di Gregorio – si avvicina a un’estate in cui probabilmente cambierà maglia. Se Szczesny guarda alla Torino che ha lasciato, non trova nessuno degli attori che lo hanno spinto a quel provvisorio ritiro, ma solo il suo ex allenatore Luciano Spalletti, che per la porta che fu sua sta spingendo per una conoscenza in comune: Alisson Becker del Liverpool, che proprio alla Roma fu formato da Szczesny prima che finisse alla Juventus. Tanti cerchi possono chiudersi e intanto Tek… festeggia.
© RIPRODUZIONE RISERVATA