Sta per tornare dal vivo con due date-evento agli Ippodromi di Roma e Milano. Come ci arriva?
«Contenta, onorata, ma soprattutto pronta. Arrivo da tanti anni di live, quindi mi sento preparata sia psicologicamente che artisticamente. Poi il vero termometro resta sempre il pubblico. Condividerò quei palchi con colleghi, ma prima di tutto amici. Ed è la cosa che mi rende più felice: vivere un momento così importante con le persone che, in fondo, ci sono sempre state».

In questi anni ha condiviso il palco con artisti come Ornella Vanoni o Francesco De Gregori. Che cosa le hanno lasciato quegli incontri?
«La stima. Ancora oggi mi sembra assurdo pensare che quei maestri che ascoltavo sulle cassette e sui cd, a un certo punto li avevo davanti. Mi sono ritrovata a mangiare nelle loro case, seduta sui loro divani. Quelle, per me, sono medaglie al valore».

Come pensa di essersela guadagnata, quella stima?
«Con l’onestà. Non ho mai finto di essere qualcosa che non sono. Non mi interessa piacere a tutti a tutti i costi, non faccio la lecchina. E credo che i grandi questa cosa la riconoscano subito».

Da anni sceglie anche di collaborare con artisti molto più giovani, da Olly a Bresh fino a Rkomi.
«Perché per me la musica non è una gara. Con i più giovani forse faccio quello che, all’inizio, pochi hanno fatto con me: dare fiducia, dare una possibilità. Si parla tantissimo dei giovani, però poi le occasioni vere sono sempre poche. Se posso essere anche solo una goccia nell’oceano che aiuta qualcuno, lo faccio volentieri».

C’è un artista italiano con cui non ha ancora collaborato e con cui le piacerebbe farlo?
«Collaboro con chi mi va di collaborare. Se non è successo, probabilmente è perché non mi interessa, oppure perché non è ancora il momento. Lascio sempre che la vita faccia il suo corso».

Nel mondo della musica, negli ultimi anni, è cambiato qualcosa per le donne?
«Sì, soprattutto guardando la nuova generazione di artiste. Le vedo forti, agguerrite, molto più sgamate di quanto fossimo noi alla loro età».

Lei ha mai subito sessismo sul lavoro?
«Personalmente no. Anche perché quando entro in una stanza, entro come un caterpillar, quindi credo sappiano che se mi dicono “tu non puoi perché sei donna” non finisce benissimo. Questo non vuol dire che il sessismo non esista, anzi. A volte c’è anche negli atteggiamenti più sottili, più malcelati».