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Era nell’aria da tempo, ora è ufficiale: Roma avrà una squadra in serie A di basket dalla prossima stagione. Sei anni dopo l’ultima partita giocata dalla Virtus, era il 22 novembre 2020, prima che Claudio Toti staccasse la spina. Cremona lascia, arriva la capitale. Il verdetto è stato emesso oggi dal consiglio federale riunitosi oggi in via straordinaria e in modalità web conference, ha “esaminato la documentazione prodotta dalla società Guerino Vanoli Basket Srl per trasferire la propria sede da Cremona a Roma e ha ritenuto l’istanza provvista dei requisiti di meritevolezza, subordinandone l’accoglimento al rispetto degli obblighi e delle scadenze previste dal manuale delle licenze per la partecipazione al campionato di Serie A 2026/2027”.
Donnie Nelson, ex dei Dallas Mavericks e a capo della cordata, esulta, ma ancora non sa dove giocherà il prossimo anno. Infatti, sembrava cosa fatta l’approdo al tal Eur, ma al bando al bando ha preso parte non solo Nelson, ma anche Paul Matiasic, presidente di Cotogna Sports Group che è proprietaria della Pallacanestro Trieste, con una proposta dieci volte superiore, pare intorno ai cinque milioni, dei quali quattro per l’affitto di un anno e uno per l’allestimento.
Di conseguenza, potrà giocare al PalaTiziano, attuale casa della Virtus Roma 1960, impegnata nei play off di serie B, che ha una capienza di 3500 posti, oppure a Veroli come qualcuno ha ipotizzato. Nelson, che vuole già presentare richiesta per avere una Wild card in Eurocup, è pronto a fare la guerra al connazionale: presentato ricorso contro Matiasic, reo di rappresentare una azienda privata e non un club sportivo. A proposito di Matiasic e dei rumors degli ultimi giorni, la Virtus Roma 1960 sembrerebbe non abbia interesse a stipulare una partnership con l’avvocato di San Francisco. Massimiliano Pasqualini, presidente del gruppo GVM e della squadra capitolina, dice che l’unica strada è quella sul campo.
E la Virtus 1960 è avanti 2-0 nella serie contro Omegna e domani sera vuole chiudere il discorso per andare in semifinale.
VANOLI: “IL FALCO NON MUORE MA SPICCA IL VOLO”
Sparisce dunque, la Vanoli Cremona dopo che Aldo Vanoli ne era stato prima sponsor dal 2003, poi proprietario dal 2011. In un’appassionata lettera spiega le sue motivazioni: “Con passione, entusiasmo e forte senso di responsabilità nel corso di questi 23 anni tutti insieme abbiamo costruito una realtà in grado competere ai massimi livelli della pallacanestro italiana, con una costante partecipazione al campionato di Serie A1 e la storica conquista della Coppa Italia 2019 – dice l’ormai ex patron -. La Vanoli Basket non è mai stata soltanto una squadra, ma una comunità, un insieme di persone appassionate e competenti che ci hanno affiancato, accompagnato e sostenuto nei giorni più belli e nei momenti difficili”
“Proprio questo legame, più di tutto, mi ha portato negli ultimi mesi a riflettere sul futuro con grande serietà e attenzione. È una decisione che non ho maturato con leggerezza, ma con grande attenzione e difficoltà, consapevole del significato che questo passaggio comporta per il territorio cremonese e per tutte le persone che in questi anni hanno accompagnato il nostro percorso – conclude -. C’è dispiacere, è ovvio. Ma anche la consapevolezza che la storia scritta in questi anni resterà per sempre nei nostri ricordi e nel nostro cuore. Il falco, “Il falco, nostro simbolo da sempre, non muore: lascia il nido e spicca il volo”, ha detto. I suoi tifosi lo hanno ringraziato, anche se con tanta commozione e delusione, ora la storia proseguirà a Roma. Anche se tutto è ancora da costruire.
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