di
Marco Bonarrigo
Prima tappa in Italia, breve ma intensa. Narvaez aveva già vinto al Giro nella prima tappa del 2024, ma sorride anche l’Italia
Non passerà alla storia come l’uomo che ha salvato il ciclismo italiano da un periodo nerissimo, ma dopo la maglia gialla vestita fugacemente al Tour de France nel 2019 Giulio Ciccone a Cosenza è atterrato anche su quella rosa e comincia ad avere un curriculum degno di questo nome.
Partito dalla Bulgaria senza nessuna pressione dopo anni in cui veniva dato come grande favorito (fallendo puntualmente) per la vittoria finale, Giulio ha lavorato di fino per guadagnarsi la leadership. Ai due secondi guadagnati al traguardo intermedio Red Bull, il capitano della Lidl-Trek ha aggiunto i quattro del terzo posto finale dopo uno sprint serrato con Narvaez che ha vinto e Aulas.
In classifica generale Giulio guida con 4” di vantaggio sullo svizzero Christen, su Stork e su Egan Bernal che dopo aver faticato in salita è rientrato sul gruppo di testa con il prezioso aiuto di Filippo Ganna. Per Ciccone obbiettivo arrivare in maglia rosa fino alla base del Blockhaus, venerdì, quando presumibilmente si scatenerà il duello tra Vingegaard e Pellizzari, i due grandi favoriti: «Quello di oggi è un giorno che aspettavo da bambino, la maglia rosa, la maglia di Pantani la volevo da dieci anni, dal mio primo Giro del 2016. Era un conto in sospeso, è un giorno che mi ripaga di tanti dolori e enormi fatiche ed è bello sia arrivata quando non me l’aspettavo».
12 maggio 2026 ( modifica il 12 maggio 2026 | 18:01)
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