di
Davide Frattini
Per gli attacchi terroristici del 2023, sotto accusa 200-300 persone che apparterrebbero ad Hamas e Jihad. Le vittime furono 1.200: la reazione di Israele a Gaza ha causato oltre 70.000 morti
DAL NOSTRO CORRISPONDENTE
GERUSALEMME – Il processo trasmesso in diretta televisiva, le vittime in aula che potranno vedere (o rivedere se ne sono state ostaggi) i carnefici, un tribunale speciale composto da tre giudici militari. Il parlamento israeliano ha votato la legge per istituire il procedimento contro i terroristi di Hamas che hanno partecipato agli assalti del 7 ottobre 2023, 1.200 persone uccise, 251 rapite e portate dentro a Gaza.
Gli accusati sono 200-300 – il numero preciso è tenuto segreto – e tra loro ci sono anche jihadisti catturati nella Striscia durante i due anni di guerra – oltre 70 mila i palestinesi uccisi – e considerati parte delle squadracce che invasero i villaggi nel sud del Paese. La norma è stata votata pure dall’opposizione, 93 sì su 120, e indica come reati crimini contro il popolo ebraico, crimini contro l’umanità e di guerra.
Prevede l’esecuzione capitale per chi venisse condannato per genocidio. Qualche settimana fa la Knesset ha approvato una legge che introduce la pena di morte: è stata spinta da Itamar Ben-Gvir, il ministro per la Sicurezza Interna e fanatico leader dei coloni. In realtà non dovrebbe avere valore retroattivo ed è probabile che per i fondamentalisti di Hamas venga utilizzata la possibilità prevista dal codice militare.
L’unica esecuzione per impiccagione nella Storia di Israele è stata quella del gerarca nazista Adolf Eichmann nel 1962: anche il suo processo venne trasmesso in diretta televisiva, per molti israeliani la prima occasione di ascoltare le testimonianze dei sopravvissuti all’Olocausto.
Ieri un’organizzazione non governativa israeliana ha pubblicato un dossier sulla «violenza sessuale sistematica» perpetrata durante gli attacchi e sugli ostaggi tenuti prigionieri. La Civil Commission ha ascoltato 430 testimonianze e denuncia casi di stupro, stupro di gruppo, tortura e mutilazione sessuale, aggressioni sessuali davanti ai famigliari.
12 maggio 2026
© RIPRODUZIONE RISERVATA