La mano sinistra del rapper ha ceduto alla mano destra l’intera proprietà della sua società di diritti musicali, Lullaby srl. E il pagamento è avvenuto pure in quattro rate di uguale importo

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Emis Killa vale 400 mila euro. Sembra pochino rispetto alla storia del cantante, ma è la valutazione che il rapper si è dato formalmente vendendo di fatto a se stesso la sua società che amministra i diritti musicali, la Lullaby srls di Bernareggio. Killa non ha ancora depositato i conti 2025 della Lullaby, che però nel 2024 aveva chiuso l’anno con ricavi di 629.294 euro e un utile netto di 62.843 euro. Anche davanti a questi numeri la valutazione complessiva della società appare riduttiva.

Il grottesco atto di vendita

La grottesca vendita fra sé e sé nello studio del notaio Apostolo di Milano

Con un atto formale che appare un pizzico grottesco davanti al notaio Diego Apostolo di Milano è apparso il proprietario unico della Lullaby «Giambelli Emiliano Rudolf (in arte Emis Killa, ndr) nato a Vimercate il 14 novembre 1989» in qualità di «parte cedente», e cioè di venditore. Dall’altro atto del tavolo secondo l’atto depositato dal notaio la «parte cessionaria», e cioè il compratore del 100% della Lullaby: «Giambelli Emiliano Rudolf, nato a Vimercate il 14 novembre 1989», che però interveniva in questo caso «nella sua qualità di amministratore unico e legale rappresentante della società Nemesi srl».

Il pagamento in quattro rate di quei 400 mila euro usciti e rientrati dalle tasche di Killa

Anche se è sembrata una trattativa davanti allo specchio fra Emis Killa e Killa Emis, la vendita effettiva della Lullaby è stata alla Nemesi srl, che è altra società interamente controllata e pure amministrata dal rapper di Vimercate. Il prezzo stabilito è stato di 400 mila euro, pagato poi in quattro rate da 100 mila euro. La Nemesi però era una società di fatto inattiva che nel 2024 non aveva incassato un euro e aveva chiuso il bilancio con una perdita di 1.124 euro. Quindi è evidente come quei 400 mila euro siano usciti dalle tasche di Killa per rientrare poi nelle stesse. Una partita di giro, ma quel che conta è la auto-valutazione del business del cantante, che ha fermato l’asticella a quota 400 mila euro.

Luca Lucci, capo della tifoseria del Milan arrestato nell’inchiesta per cui poi è stato indagato anche Emis Killa

I problemi giudiziari da tifoso del Milan che fecero saltare il suo Sanremo 2025

Di Emis Killa si è parlato parecchio nei giorni precedenti al Festival di Sanremo 2025 per la sua mancata presenza. Lo aveva scelto Carlo Conti fra i big in gara, ma pochi giorni prima della manifestazione canora erano uscite le prime indiscrezioni di stampa sulla sua iscrizione nel registro degli indagati nell’inchiesta della procura di Milano sulle tifoserie di Milan e Inter. Killa aveva già ricevuto un Daspo per i suoi legami stretti con Luca Lucci, capo della tifoseria milanista arrestato nella stessa inchiesta. Anche se Conti non gli aveva chiesto un passo indietro, il rapper di era ritirato dalla gara canora (primo caso nella storia del Festival di Sanremo) per evitare di amplificare in quei giorni proprio i suoi problemi giudiziari.