Percorsi ed eventi dal Museo del cinema a Villa Caccia a Romagnano Sesia, dal santuario del Santissimo Crocifisso di Boca a San Gaudenzio a Novara. Sulle tracce di un personaggio unico
Il nuovo Gaudì? L’altro Eiffel? La figura che cambierà l’approccio mainstream con l’architettura? C’era molto in gioco in questi giorni con il lancio mediatico della Rete Antonelliana: un press tour con giornalisti di tutta Italia fra Torino e il Novarese per presentare il «circuito» dedicato a Alessandro Antonelli, nato a Ghemme nel 1798, morto sotto la (sua) Mole nel 1888. Se da New York a Pechino oggi riconoscono una cartolina di Torino è merito della sua firma definitiva allo skyline della città. Ma bisogna andare oltre.
Nel mondo di Antonelli
«Molti non sanno neanche perché la Mole Antonelliana si chiama così», ammettono alcuni colleghi. «È ora di tirare fuori il grande personaggio dietro le opere — annuncia Marina Chiarelli, assessore piemontese alla Cultura tra i principali promotori del progetto —. Scoprendo i capolavori oltre il capoluogo, che stiamo restaurando e pubblicizzando, e facendo conoscere la “Scuola Antonelliana”, la sua influenza sull’architettura internazionale…». «Parliamo del più grande maestro dell’800 — spiega l’architetto novarese Roberto Tognetti, tra i massimi esperti di Antonelli —. Per me più grande di Eiffel: il francese aveva un’industria alle spalle per la sua torre, lui usò i vecchi fabbri, e i mattoni, che innervò con una struttura che anticipava il cemento armato». Antonelli visionario, precursore, in perenne lotta con i committenti per progetti che lievitavano sempre a dismisura.
Rete Antonelliana: il progetto diffuso
«Cultura che unisce» il sottotitolo della nuova rete, che vedrà un servizio di navette fra le diverse mete e una piattaforma di pacchetti e prenotazioni che fa capo alla fortunata App di Abbonamento Musei. Il genio Antonelliano — sulla scia magari di quello che ha fatto per l’immagine di Barcellona il «nume» Antoni Gaudí , di cui quest’anno si celebra il centenario con una montagna di iniziative — per creare nuovi ponti fra Torino e il resto della regione, mettendo in rete enti, amministrazioni, associazioni e privati.
L’idea è tour e pacchetti che dal Museo del Cinema sfiorino, poco lontano, Casa Scaccabarozzi, la «fetta di polenta» purtroppo privata, ma anche la monumentale Villa Caccia a Romagnano Sesia, l’incredibilmente geometrico santuario del Santissimo Crocifisso di Boca, la casa della famiglia Antonelli a Maggiora e il grande sogno verticale della cupola della Basilica di San Gaudenzio a Novara. E ancora, Antonelli per parlare a un pubblico nuovo di architettura, mecenatismo, progettualità urbana e di quell’energia sempre attuale chiamata creatività. Il primo anno la «rete» prevede oltre 30 appuntamenti tra aperture straordinarie, mostre e gite. Con un approccio «pop» di podcast e visite teatralizzate. Poi l’idea è che tutto si rinnovi ogni anno, e sostenga, fra le altre cose, il recupero e la tutela delle opere minori. Per info: abbonamentomusei.it/progetto/rete-antonelliana-cultura-che-unisce.
12 maggio 2026 ( modifica il 12 maggio 2026 | 17:55)
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