Montecatini, 12 maggio 2026 – Chissà. Magari speravano che nessuno se ne accorgesse, o semplicemente credevano di farla franca, ma quell’ultimatum “se entro stasera non vi sarete fatti vivi…” forse li ha fatti ricredere. La sceneggiatura è quella classica del “rigatino” alla Amici Miei: una cena luculliana, l’atteggiamento di chi non bada a spede e poi la fuga repentina. Ma nell’era dei social e delle telecamere ad alta definizione, lo spazio per i furbetti è diventato strettissimo. 

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Antipasti, un chilo di bistecca a testa e vino

Tutto ha inizio la sera di domenica 10 maggio al ristorante Montaccolle, il locale guidato da Franco Piattelli, a Montecatini. Tre giovani si presentano al tavolo con l’aria di chi vuole trattarsi bene. Ordinano antipasti, un chilo di bistecca a testa e vino di qualità. Un atteggiamento che lo stesso titolare ha definito “da sboroni”, a cui però lo staff ha risposto con la consueta ospitalità: complimenti reciproci, sorrisi e persino il vino omaggiato dalla casa. 

La scusa della sigaretta, il conto (non pagato) da 280 euro

Poi, dopo aver ordinato il dolce, i tre si alzano con la scusa di una sigaretta. Ma invece di prendere l’accendino sono spariti, lasciando sul tavolo un conto da 280 euro

L'episodio è avvenuto al ristorante Montaccolle a Montecatini

L’episodio è avvenuto al ristorante Montaccolle a Montecatini

Il titolare Franco Piattelli, però, non è rimasto a guardare. Invece di correre subito in questura, ha scelto la via del “processo mediatico” con un ultimatum su Facebook che in poche ore ha fatto il giro della città, raccogliendo centinaia di condivisioni.

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L’ultimatum su Facebook: “Presentatevi a pagare”

“Cari ragazzi, Montecatini è un buco. Vi conosciamo noi, vi conoscono i nostri colleghi e amici che hanno locali in zona. Fare queste figure “da poveracci” nella città dove vivete e dove tutti sanno chi siete (e chi sono i vostri genitori) è davvero un autogol clamoroso”, ha scritto il ristoratore, ricordando ai tre che le telecamere avevano registrato ogni istante dei loro nitidi volti. Il messaggio era chiaro: “Presentatevi stasera a pagare, o pubblicheremo le foto e informeremo i vostri genitori”.

Uno dei ragazzi: “Abbiamo sbagliato, veniamo a pagare”

Il “processo mediatico” ha sortito l’effetto sperato. Dopo nemmeno 24 ore, è arrivata la svolta: una telefonata anonima è arrivata al Montaccolle. “Abbiamo fatto una ca**ata”, ha ammesso uno dei ragazzi al telefono, scusandosi e promettendo di tornare a saldare il debito. 

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Il senso di responsabilità vale più di un conto”, ha commentato Piattelli nel post, sottolineando di non sporgere denuncia se il debito verrà effettivamente pagato. “Errare è umano – ha commentato ancora il titolare – ma prendersi le responsabilità delle proprie azioni è ciò che distingue un uomo da un ragazzino. Ed è una speranza per tutti! Spero che questa lezione serva a loro e a chiunque pensi che la reputazione valga meno di una cena”.