• Carolyn Bessette-Kennedy ha imposto negli anni ’90 un’estetica minimalista, contrapposta alla logomania
  • Il suo stile è stato caratterizzato dalla semplicità dei colori e dalla cura del dettaglio in capi senza etichette
  • L’industria della moda riscopre oggi la sua eredità, promuovendo il ritorno dell’understatement e della misura

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Negli anni Novanta, mentre il resto del mondo si agitava tra eccessi e logomania, Carolyn Bessette-Kennedy scuciva le etichette dai suoi abiti e sceglieva il silenzio del bianco, il rigore del nero, la perfezione di un blazer ben tagliato. In un’epoca dominata dall’ostentazione, la sua era una ribellione sussurrata: un’estetica costruita sull’assenza di colore e sulla maniacale cura del dettaglio.

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Carolyn Bessette Kennedy

Scucire le etichette: la ribellione minimalista di Carolyn Bessette Kennedy ritorna insieme agli anni 90

Il suo abito da sposa, un velo di raso di seta firmato dall’allora emergente Narciso Rodriguez, resta uno dei momenti più celebri della storia del costume. Con quel “bias-cut slip dress”, Carolyn impose un cambio di paradigma, mandando in soffitta i volumi principeschi degli anni Ottanta a favore di una sensualità asciutta e architettonica. Era la vittoria della sostanza sulla forma, della fibra sulla decorazione.

Scucire le etichette: la ribellione minimalista di Carolyn Bessette Kennedy ritorna insieme agli anni 90

La sua uniforme quotidiana non era meno eloquente: camicie bianche di Yohji Yamamoto portate con gonne maxi di seta, jeans Levi’s dritti abbinati a cappotti di Prada o trench utility. Ogni pezzo era scelto per durare, sottraendosi alla frenesia dei paparazzi attraverso la ripetizione di un’immagine sempre coerente eppure mai uguale a se stessa. Carolyn non seguiva le tendenze; le annullava nel momento stesso in cui le indossava, rendendole atemporali.

Scucire le etichette: la ribellione minimalista di Carolyn Bessette Kennedy ritorna insieme agli anni 90

Oggi l’industria della moda la riscopre tra passerelle minimaliste e il ritorno dell’understatement, ma più che un ritorno è una conferma: quella misura è di nuovo moda. La sua eredità risiede nella consapevolezza che l’eleganza non è in ciò che si aggiunge, ma in tutto quello che si ha il coraggio di togliere. In un mondo ipercaotico, confuso e sopra lerighe il silenzio visivo di Carolyn Bessette-Kennedy continua a essere la dichiarazione di stile più rumorosa di tutte.(Riproduzione riservata)

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