È stato, nelle parole di azienda e designer, un ritorno al disegno industriale come progetto per la produzione, quello che ha costruito la leggenda del design italiano dal dopoguerra in avanti, culminando negli anni ’60; non mancavano infatti nel brief riferimenti come la sedia Selene di Vico Magistretti: pur essendo nata in fibra di vetro, era un paradigma in termini di concept e di processo, di lavoro del designer. E proprio lì, ha detto Nichetto, c’è stata la svolta: “Adesso che il design si fa ‘stile’, tu designer diventi un fornitore di disegni, non cresci. Si interrompe il trasferimento di know-how. Infatti, stavolta, ritornare a fare quello che per me è il lavoro, inizialmente è stato uno choc”.
Il processo ha attraversato 8 mesi circa a partire dalla fine del 2024. Due mesi per identificare il concept da sviluppare – e in Infiniti la scelta passa per tutte le persone dell’azienda – altri due o tre mesi di sviluppo a quattro mani, poi la prototipazione, le correzioni e il fondamentale lavoro sulle attrezzature. Linnéa è una sedia prodotta a iniezione, dallo stampo in acciaio fresato dipende quasi tutto, anche le texture superficiali definite tramite fotoincisione.