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Sara Gandolfi e Clarida Salvatori
Una turista argentina è arrivata a Messina e qui è stata ricoverata per una polmonite: sarebbe lei, se confermato il contagio, la prima a presentare i sintomi della malattia in Italia. Le difficoltà di rimpatriare gli australiani da Londra
Altri due pazienti in isolamento in Italia per possibile contagio da Hantavirus. Per loro sono stati disposti subito i test ematici di positività. Si tratta di una turista argentina che fino al 30 aprile si trovava nelle zone endemiche, le stesse in cui è scoppiato il focolaio a bordo della nave da crociera Mv Hondius, e arrivata in Italia con un volo Buenos Aires-Roma. Dopo essere atterrata nella Capitale, la donna è arrivata a Messina e qui è stata ricoverata per una polmonite. Sarebbe lei, se confermato il contagio, la prima a presentare i sintomi della malattia.
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Il secondo caso è quello di un turista britannico, considerato un contatto della moglie della prima vittima (deceduta poi anche lei) sul volo Sant’Elena-Johannesburg che è stato rintracciato in Lombardia e trasportato all’ospedale Sacco di Milano con il suo accompagnatore. I due sono stati immediatamente isolati e messi in quarantena, come da disposizioni ministeriali, ma l’esito dei test, comunicato nella prima mattina del 13 maggio, è risultato negativo.
L’attesa per Federico
A Roma giallo (presto risolto) ieri sulle condizioni di salute e sulle disposizioni che riguardano il 25enne calabrese di Villa San Giovanni, in quarantena per effetto di un’ordinanza del sindaco della città in cui risiede. In mattinata si era diffusa la voce che il giovane marittimo si fosse aggravato e che per questo fosse stato disposto il suo trasferimento urgente a Roma, all’Istituto per le malattie infettive Lazzaro Spallanzani, importante centro di riferimento negli anni passati durante la pandemia da Covid. La notizia è stata però smentita dall’Inmi stesso, con una nota in cui chiariva che nella Capitale stavano arrivando, con l’aiuto dei Nas, non il paziente ma «solo i campioni biologici del paziente» per stabilirne la positività o la negatività al virus. Proprio come accaduto il giorno precedente con l’uomo di Padova. Una decisione, quella di sottoporlo al test, presa in via precauzionale dai medici responsabili della sorveglianza attiva, dopo che durante un controllo avevano rilevato una leggera tosse.
Anche la sindaca di Villa San Giovanni, Giusy Caminiti, ha voluto tranquillizzare tutti dal momento che le notizie errate sullo stato di salute del villese avrebbero potuto creare preoccupazione e allarmismi: «Federico Amaretti sta bene, domani (oggi, ndr) sarà sottoposto a un prelievo da parte dell’Asp di Reggio Calabria che sarà poi inviato allo Spallanzani di Roma. L’ho sentito al telefono — ha aggiunto — non ha mai avuto sintomi riconducibili ad Hantavirus. Proseguirà la sua quarantena, come stabilito dal ministero della Salute».
Grave la donna francese
Fiato sospeso in tutto il pianeta, Italia compresa. Perché ci sono «cose che non si sanno» sul focolaio di Hantavirus partito dalla Mv Hondius, spiega la ministra della Sanità francese, Stéphanie Rist, mentre informa che la concittadina contagiata a bordo della nave da crociera è «molto grave» e respira «con un polmone artificiale». E perché «è possibile che nelle prossime settimane vengano identificati altri casi», ammette il direttore dell’Organizzazione mondiale della Sanità, Tedros Adhanom Ghebreyesus, pur ribadendo che «nulla suggerisce che ci sarà un’epidemia di maggiori proporzioni». Martedì sera, i contagi accertati erano dieci, compresi i tre deceduti. L’Oms in mattinata aveva parlato di nove casi più due sospetti, poi è stato confermato il contagio in Spagna e smentito quello negli Usa. La parola d’ordine è «rompere la catena di trasmissione», e per farlo bisogna individuare chiunque abbia avuto contatti a rischio, come potrebbe essere successo ai quattro passati da Roma dopo aver viaggiato sul volo Klm da Johannesburg ad Amsterdam su cui si era brevemente imbarcata l’olandese poi deceduta per Hantavirus.
Parigi: massima cautela
Il presidente francese Emmanuel Macron ieri ha affermato che la situazione «è sotto controllo», ma ha anche reclamato «un vero coordinamento europeo», ovvero «che i protocolli si evolvano rapidamente verso gli standard più rigorosi e che l’Oms possa coordinare tutto in modo adeguato». Il primo ministro Sebastien Lecornu gli ha fatto eco, chiedendo «un coordinamento più stretto dei protocolli sanitari applicati in seno all’Unione europea e allo spazio Schengen». Parigi ha scelto la linea di massima prudenza. Sono stati identificati e ricoverati in quarantena tutti i «contatti»: sia gli otto francesi che hanno volato il 25 aprile con i passeggeri della Mv Hondius da Sant’Elena a Johannesburg sia quelli che erano sul volo Klm.
La corsa al vaccino
L’Agenzia europea per i medicinali si è detta pronta, attraverso la sua task force di emergenza, «a sostenere lo sviluppo e la valutazione normativa di vaccini e terapie per gli Hantavirus». Nella nota diffusa martedì, l’Ema sottolinea che «l’identificazione di immunomodulatori per il trattamento e di antivirali per la profilassi post esposizione è una priorità per ridurre la morbilità e la mortalità».
I contatti a rischio
Lunedì notte sono atterrati ad Eindhoven, nei Paesi Bassi, gli ultimi due aerei con passeggeri e marittimi della Hondius. Sul primo c’erano 19 membri dell’equipaggio e tre medici. I cittadini olandesi sono stati accompagnati a casa per la quarantena, mentre gli altri, tra cui 17 filippini, sono stati trasferiti in una struttura allestita dalle autorità olandesi. Il secondo aereo trasportava quattro australiani, un neozelandese e un britannico residente in Australia.
L’odissea australiana
Il ritorno a casa di questi ultimi rischia di trasformarsi in una nuova Odissea. Sono stati trasferiti nei Paesi Bassi dopo un cambio di programma dell’ultimo minuto per quella che il ministro della Salute australiano Mark Butler ha definito «una missione difficile». La difficoltà maggiore è trovare i membri dell’equipaggio per il charter che verso la fine della settimana dovrà rimpatriarli, perché anche hostess e piloti al termine del lungo volo dovranno sottoporsi alla quarantena di sei settimane.
Sant’Elena
Dieci abitanti delle isole britanniche di Sant’Elena e di Ascensione saranno trasferiti nel Regno Unito per un isolamento precauzionale, perché entrate in contatto con i passeggeri dell’Mv Hondius durante uno scalo della loro crociera. Nessuno presenta sintomi.
13 maggio 2026 ( modifica il 13 maggio 2026 | 08:12)
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