Spostamenti «illogici» e una «versione resa dall’indagato palesemente inverosimile». Cioè che il 13 agosto 2007, giorno del delitto di Chiara Poggi, Andrea Sempio è passato per caso davanti alla villetta e poco dopo vi è tornato avendo «notato la presenza di un’ambulanza e di diverse persone». Lo ha messo a verbale lui stesso nell’interrogatorio dell’8 febbraio 2017.

Ma per la Procura di Pavia c’è nulla di accidentale nei suoi movimenti di quella giornata, dall’alibi preconfezionato con un biglietto del parcheggio di Vigevano che, stando alle intercettazioni, gli sarebbe stato fornito dalla madre, ai suoi due passaggi in prossimità della villetta dei Poggi.

IL TRAGITTO

Nel suo interrogatorio Sempio riferisce che quella mattina, trovando la libreria chiusa, è rientrato a Garlasco e si è recato a casa della nonna paterna in via Canova, dove è rimasto fino a mezzogiorno. Poi è tornato nell’abitazione di famiglia in via Rossini per il pranzo con i genitori, punto sul quale peraltro gli investigatori sottolineano la contraddizione di Daniela Ferrari: prima dice che Andrea ha mangiato, poi che ha evitato il cibo «perché non aveva fame, aveva bevuto troppa acqua». Quindi Andrea e il padre Giuseppe hanno fatto di nuovo visita dalla nonna e l’indagato racconta che, sulla strada del ritorno, «aveva notato la presenza di un’ambulanza e di diverse persone all’altezza di via Pascoli».

Una versione improbabile, secondo gli inquirenti, innanzitutto perché «non si capisce per quale motivo» i due «avrebbero dovuto transitare all’altezza di via Pascoli». A tal fine, agli atti viene allegata una mappa del tragitto: «Per andare da via Antonio Canova n. 9 (residenza della nonna) a via Giacomo Rossini n. 2 (residenza della famiglia) non vi è alcun motivo di percorrere via Pavia in direzione di via Pascoli, che si trova esattamente nella direzione opposta». Né tantomeno «è verosimile che dal breve tratto di via Pavia percorso fossero visibili le persone in via Pascoli, considerata la distanza e la presenza di due rotatorie».

GLI ORARI

Intercettato a bordo della sua auto, Sempio rivelerebbe di essere entrato nella villetta verso le 9.30 e alle 9.58, in base ai tabulati, avrebbe telefonato all’amico Mattia Capra. Tempi compatibili con quelli indicati nella consulenza dall’anatomopatologa Cristina Cattaneo, secondo la quale la fase della colluttazione e dell’aggressione sarebbe durata circa 15-20 minuti.

Diventata «cieca e sproporzionata» quando Chiara ha rifiutato il suo approccio, è la dinamica ricostruita dagli inquirenti, un «annientamento furioso concentrato sul volto e la testa, come se l’intento fosse cancellare ogni traccia della persona che si era opposta». E che avrebbe attirato la sua attenzione per quei video intimi con il fidanzato Alberto Stasi, uno dei quali in suo possesso come rivelerebbe in una captazione. Era custodito in una pen drive in casa Poggi in una cartella criptata: «Non mi so dare una spiegazione – mette a verbale l’amico Marco Poggi – L’unica plausibile, seppure assurda, è che Sempio ha preso una penna usb che c’era in camera di Chiara e se l’è portata a casa».


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