Francesco Moser è stata una delle grandi attrazioni della giornata. Lo Sceriffo di Palù di Giovo è stato preso d’assalto per una foto ricordo. Anche l’arcivescovo Giovanni Checchinato non ha resistito alla tentazione di conservare uno scatto con l’ex campione del mondo.
I due si sono intrattenuti a lungo davanti allo schermo, seguendo gli ultimi chilometri della tappa. Moser, a bordo del truck “Leonardo”, riservato alle autorità, si è lasciato andare anche a un pronostico: «Il favorito per la vittoria finale è certamente Vingegaard ». L’ex atleta, vincitore del Giro d’Italia nel 1984, ha ripercorso anche le esperienze vissute in sella alla sua bici, a Cosenza. Non ha dimenticato chiaramente Pino Faraca: «Qualche anno fa parlai con la moglie e scrissi la prefazione per un suo libro, “L’altra parte di me”. Rispetto a quei tempi lì, il Giro è cambiato tanto. Intanto l’Italia aveva il maggior numero di squadre, di corridori, di corse. Oggi perdiamo su tutti i fronti».
Moser ricorda ancora nitidamente le sue tappe bruzie. A cominciare dalla Reggio Calabria-Cosenza del 25 maggio 1976: «Arrivammo in volata al traguardo, che era piazzato su corso Mazzini. Per me non è stata un’esperienza piacevole perché, a causa di una caduta avvenuta a pochi passi dal traguardo, ho spaccato tutte e due le ruote, arrivando praticamente con la bicicletta in mano». A vincere quella tappa è stato Roger de Vlaeminck.
Non è sbiadito neppure il ricordo del 1981. La Sala Consilina-Cosenza del 22 maggio premiò Palmiro Masciarelli: «Quella volta lì salimmo fino in Sila, il giorno successivo scendemmo verso Paola, nella direzione opposta rispetto a quella seguita oggi. Quel giorno io e Saronni seguivamo, eravamo all’inseguimento dei fuggitivi. Lui non aiutava mai nella discesa. A ridosso dell’arrivo però li avevamo quasi ripresi». Gli appassionati di ciclismo non lo hanno mai dimenticato: «Sono ancora parecchio gettonato, specie al Sud, sebbene siano passati tanti anni da quando non corro più. Adesso mi dedico alle pedalate promozionali». Come quella di Banca Mediolanum, che si è rinnovata a Cosenza per la 23ma volta.
La pedalata l’ho inventata io», ci tiene a sottolineare Moser. Gli altri testimonial di ieri erano campioni leggendari come Paolo Bettini, Maurizio Fondriest e Dalia Muccioli. Insieme a loro tanti ciclisti amatoriali. Partenza da Largo Andreatta e arrivo al traguardo di tappa.