La principessa Kate si è recata al centro internazionale Loris Malaguzzi.L’auto si è fermata nel cortile interno, la moglie di William è scesa e ha fatto un breve percorso a piedi per poi essere accolta da Emanuela Vercalli, responsabile delle relazioni internazionali di Reggio Children, che l’ha accompagnata all’ingresso dalla presidente Maddalena Tedeschi e dalla responsabile dell’area educativa Paola Riccò. Stretta di mano e le prime parole di Kate. “I’m very excited” (“sono molto emozionata”), ha detto per poi immergersi nel mondo Reggio Children, incuriosita di capire il ‘Reggio Approach’.
“Non appena è entrata – raccontano da Reggio Children – ha detto di essere contenta di essere qua e di conoscere il mondo Reggio Children, facendo già diverse domande. In particolare su come funzionano i gruppi di studio internazionali e come i genitori partecipano alla vita delle scuole. Poi ha sottolineato l’importanza della traduzione dei libri nelle varie lingue nonchè l’importanza dei genitori come validi alleati nella pedagogia”.
“Volevo venire a Reggio Emilia per questo mio grande interesse, sono affascinata dalla vostra filosofia, da come i bambini siano parte e al centro della comunità”. Con queste parole Kate ha commentato il racconto di Ione Bartoli, una delle pioniere del Reggio Approach, che insieme ad altre due memorie storiche, Carla Moroni ed Eletta Bertani, le ha raccontato come ha avuto inizio il Reggio Approach e soprattutto cosa c’è dietro. Quale storia, dal Dopoguerra in poi.
La principessa del Galles si è intrattenuta circa un’ora con le tre signore, insieme al sindaco, poi ha firmato l’albo d’onore del Comune di Reggio Emilia, prima di uscire dal municipio e di concedersi per un secondo bagno di folla in piazza Prampolini, gremita di tantissimi fan, ma anche bambini.
Alla principessa Kate sono stati donati tre regali dal Comune. Il volume “Reggio Emilia” di Franco Maria Ricci, sulla storia della città; un piatto di ceramica decorato in Ars Canusina, con i fregi che richiamano quelli del castello di Matilde di Canossa e un pacchetto di “Speaking Objects”, ovvero di oggetti che raccontano la storia di un luogo. Dentro, dal cappelleto alle opere di Calatrava, allo stesso Tricolore in miniatura.
IN MATTINATA
Il so arrivo, in una piazza in trepidante attesa davanti al Duomo di Reggio Emilia. Ad attenderla tanti ammiratori, bandiere inglesi, le autorità di Reggio Emilia, decine di membri dell’ambasciata inglese e della stampa estera. Ci sono i bimbi di due classi di 5 anni delle scuole dell’infanzia Robinson e Diana, due degli asili più storici del sistema Reggio Children. Alla finestrella dello storico negozio di cappelli “Duri” un drappello di eleganti signori inglesi con i loro cappellini e le velette.
Arrivata in piazza, la moglie del principe William ha incontrato e abbracciato una ragazza disabile di nome Elizabeth Spencer, 24 anni, nata a Londra ma residente a Berlino venuta apposta dalla Germania per vederla. “Le ho scritto una lettera e gliel’ho consegnata oggi. È un sogno che si avvera”, ha raccontato la ragazza.
Il sindaco di Reggio Emilia, Marco Massari ha raccontato alla principessa una breve storia della città di Reggio Emilia e in particolare di come nacque il primo Tricolore. Poi l’omaggio della bandiera, riconoscimento cittadino, spiegandole che lo hanno ricevuto fra gli altri anche il maestro Riccardo Muti e il premio Nobel Giorgio Parisi. La principessa si è detta estremamente onorata e ha ringraziato.
Il sindaco le ha letto la motivazione prima della consegna: “Sua altezza reale principessa del Galles riceve il primo Tricolore nato nel 1797 per il suo profondo impegno per l’infanzia e per l’opera svolta attraverso la Royal Foundation for Early Childhood volta ad accrescere e a promuovere azioni concrete sull’importanza dei primi anni di vita dello sviluppo della persona. La sua visita a Reggio Emilia per approfondire il Reggio Emilia Approach testimonia l’attenzione verso la filosofia educativa fondata sull’ascolto, sulla creatività e sul rispetto dei diritti di ogni bambino e bambina”.
Massari ha raccontato a Kate che nella sala tricolore si celebrano anche molti matrimoni e la principessa ha risposto sorpresa. Poi un aneddoto. Il sindaco le ha raccontato in breve la storia di Antonio Panizzi, patriota reggiano, bibliotecario e bibliografo, ricordato anche per essere stato direttore della biblioteca del British Museum, dove c’è un busto in suo onore.
Tanti selfie per la principessa in piazza. Dopo la consegna del primo tricolore ha fatto il giro di tutte le aree della piazza, senza risparmiarsi con le folle che l’aspettavano, e dicendo “buongiorno” alle persone presenti, tra le quali molte donne. Ha anche accarezzato e scambiato parole con una madre di una bimba neonata.
Rinfresco con erbazzone e acqua profumata
Erbazzone, torta di riso, succo di frutta e acqua profumata. Sono le chicche del buffet di un piccolo rinfresco allestito per la principessa Kate al centro internazionale Loris Malaguzzi dove è tutto pronto per accoglierla. La moglie di William arriverà qui nel primo pomeriggio dopo la tappa in municipio dove riceverà il Primo Tricolore. Nel frattempo stanno già entrando le prime delegazioni di bambini ed educatori. C’è grande attesa e curiosità.
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