di
Dario Sautto
L’inchiesta napoletana, le vittime e i poliziotti infedeli: uno ha lavorato alla Squadra Mobile della Questura. Come agivano gli indagati e a chi venivano rivenduti i dati sensibili. Nel mirino alcune agenzie di investigazione privata
Insieme a manager e noti imprenditori ci sono anche Alex Britti, la showgirl Lory Del Santo e due ex portieri dell’Inter, Júlio César e Alex Cordaz, tra i vip spiati attraverso gli accessi abusivi alle banche dati, come rivela l’inchiesta della Procura di Napoli. Sono decine e decine i report contenenti dati sensibili raccolti nel corso di ricerche reputazionali, spesso richieste nel corso di pratiche di separazioni e compravendite. Un elenco impressionante di nomi e codici fiscali, per effettuare accertamenti attraverso banche dati non accessibili ai privati.
Per questo, appartenenti alle forze di polizia, ma anche funzionari di Inps, Agenzia delle Entrate e Poste sarebbero stati a busta paga di alcune agenzie di investigazione private, delle quali la principale era la Sole, che fino al 2023 aveva sede a San Giorgio a Cremano, in provincia di Napoli, ma varie filiali e collegamenti in giro per l’Italia, dove avrebbe continuato ad avere una certa operatività fino allo scorso anno, nonostante fosse stata posta in liquidazione in seguito alle prime perquisizioni.
Gli indagati
In totale sono 85 le persone indagate. Sono 29 invece le persone sottoposte a misura cautelare. In gran parte si tratta di imprenditori attivi nel settore delle agenzie di investigazione, ma ci sono anche appartenenti alle forze di Polizia, dipendenti di Inps, Agenzia delle Entrate e Poste. In carcere sono finiti Mattia Galavotti e Giuseppe Picariello, ritenuti soci della Sole Investigazioni di San Giorgio a Cremano, Giuseppe Emendato, titolare della Futura, e il poliziotto Giovanni Maddaluno, ora in pensione, ma fino ad alcuni mesi fa in servizio alla Questura di Napoli e ritenuto tra i principali attori dell’acquisizione di dati attraverso accessi nelle banche dati.
Ai domiciliari, invece, Maria Rosaria Cantiello (moglie di Picariello), Francesco Saverio Falace (dipendente dell’Agenzia delle Entrate), il commercialista Pietro De Falco, altri due poliziotti, Alfonso Auletta e Piermassimo Caiazzo, nonché l’agente della polizia locale napoletana Raimondo Siena. Questi ultimi avrebbero effettuato diversi accessi in cambio di denaro, con un vero e proprio tariffario.
Il tariffario
Se per un accesso alla banca dati Inps bastavano tra i 6 e gli 11 euro, per una violazione del sistema Sdi delle forze di polizia bisognava pagare 25 euro, secondo quanto ricostruito nelle indagini condotte dalla Squadra Mobile di Napoli (reparto in cui era in servizio uno degli agenti arrestati) e della Polizia Postale. Una volta effettuati gli accessi, seguendo i codici fiscali, venivano reperite le informazioni richieste, copiate e incollate in un file word, poi fornito alle agenzie che ne avevano fatto richiesta. I pagamenti avvenivano anche attraverso ricariche di carte prepagate.
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13 maggio 2026 ( modifica il 13 maggio 2026 | 18:11)
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