L’Iran per la prima volta minaccia esplicitamente di puntare alla bomba atomica se dovesse ricominciare la guerra. «Una delle opzioni in caso di nuovo attacco potrebbe essere l’arricchimento dell’uranio al 90%», livello idoneo per l’arma nucleare. «Ne discuteremo in Parlamento», dice il portavoce della commissione per la sicurezza nazionale Ebrahim Rezaei. Mentre prosegue lo stallo sul fronte diplomatico, Trump incontra i vertici delle forze armate per valutare la ripresa dei raid. Improbabile che la decisione venga presa prima dell’incontro di giovedì in Cina con Xi, nel quale il tycoon premerà su Pechino affinché usi le sue leve con Teheran. Israele intanto istituisce un tribunale militare speciale per il 7 ottobre, prevista la pena di morte.

[[(Video) La guerra all’Iran e i rincari del carburante rovinano la “festa” della mitica Route 66 negli States]]

Per approfondire

21:25

Mattarella sente Herzog: “Inaccettabili attacchi a Unifil”

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha ricevuto questa sera una telefonata da parte del presidente di Israele, Isaac Herzog. Il colloquio viene definito da fonti del Quirinale “franco e aperto”. Il presidente Mattarella ha sottolineato l’urgente necessità di abbandonare in Medio Oriente lo stato di guerra permanente, dichiarando inoltre di trovare inaccettabili gli attacchi effettuati nei confronti delle truppe impegnate nel contingente Unifil. Il presidente italiano ha sottolineato altresì la necessità del rispetto del diritto della navigazione nelle acque internazionali. Mattarella ha ribadito l’impegno determinato della Repubblica italiana contro ogni atto di antisemitismo.

21:24

Israele, governo si muove per scioglimento Knesset

Il capo della coalizione di governo ha depositato il disegno di legge per lo scioglimento della Knesset. Ancora deve essere calendarizzato il voto, che porterà alle elezioni anticipate rispetto alla data prevista del 27 ottobre. Lo riportano i media israeliani.

20:03

Non passa, con 49 voti favorevoli e 50 contrari il settimo tentativo dei senatori democratici di fermare la guerra lanciata da Donald Trump contro l’Iran

Non passa, con 49 voti favorevoli e 50 contrari** il settimo tentativo dei senatori democratici di fermare la guerra lanciata da Donald Trump contro l’Iran, invocando la War Power Resolution che prevede che il presidente chieda al Congresso l’autorizzazione per l’uso della forza. Si tratta della volta in cui i democratici sono arrivati più vicini all’approvazione della misura, grazie al voto di tre senatori repubblicani: Rand Paul, Susan Collins e Lisa Murkowski, la senatrice dell’Alaska che nelle altre occasioni aveva votato contro la misura dem. Mentre il democratico John Fetterman ha votato con i repubblicani. Il senatore democratico Tim Kaine ha riconosciuto che l’opposizione dei repubblicani alla guerra cresce “molto più lentamente di quanto desiderassi”, ma ha aggiunto che le difficoltà economiche alla fine muoveranno un numero sufficiente di repubblicani a sostegno della mozione per bloccare la guerra. “Noi sappiamo quello che i nostri colleghi stanno ascoltando dai loro elettori e iniziamo a sentire il dubbio che si insinua nelle loro parole – ha affermato Kaine – ci sarà un giorno, e credo che potrà essere presto, in cui il Senato dirà al presidente ‘fermi la guerra’”

19:25

Netanyahu ha incontrato bin Zayed negli Emirati durante la guerra con l’Iran

Nel pieno dell’Operazione ‘Ruggito del Leone’ il primo ministro Benjamin Netanyahu ha visitato segretamente gli Emirati Arabi Uniti e ha incontrato il Presidente degli Emirati Arabi Uniti, lo Sceicco Mohammed bin Zayed. Questa visita ha portato a una svolta storica nelle relazioni tra Israele e gli Emirati Arabi Uniti.” Lo comunica l’ufficio del premier in una nota.

19:24

L’Arabia Saudita ha attaccato anche le milizie sciite in Iraq Dopo le rivelazioni di attacchi non pubblicizzati contro Iran anche da parte degli Emirati

Durante la guerra con l’Iran, aerei da combattimento sauditi hanno bombardato obiettivi legati a potenti milizie sciite sostenute da Teheran in Iraq, mentre attacchi di rappresaglia sono stati lanciati dal Kuwait contro l’Iraq, secondo quanto riferito da diverse fonti a conoscenza dei fatti. Lo scrive Reuters. Gli attacchi fanno parte di un più ampio schema di risposte militari nel Golfo, rimasto in gran parte nascosto durante un conflitto che ha coinvolto l’intero Medio Oriente a partire dagli attacchi congiunti israelo-americani contro l’Iran del 28 febbraio. Sempre Reuters ieri aveva scritto che l’Arabia Saudita aveva lanciato numerosi attacchi non pubblicizzati contro l’Iran durante la guerra in Medio Oriente, mentre ill giorno prima era stato il Wall Street Journal a riportare che azioni simili erano state compiute dagli Emirati.

19:23

Il Kuwait rilasci subito i nostri connazionali detenuti nel Golfo Persico’ Il ministro Araghchi: ‘Ci riserviamo il diritto di rispondere’

L’Iran alza i toni contro il Kuwait. “In un chiaro tentativo di seminare discordia, il Kuwait ha attaccato illegalmente una barca iraniana e ha detenuto quattro dei nostri cittadini nel Golfo Persico. Questo atto illegale è avvenuto vicino a un’isola utilizzata dagli Stati Uniti per attaccare l’Iran”. Lo ha denunciato su X il ministro degli Esteri iraniano Seyed Abbas Araghchi, che ha chiesto “il rilascio immediato dei connazionali”. “Ci riserviamo il diritto di rispondere”, ha ammonito il capo della diplomazia di Teheran. Ieri l’Iran ha respinto come “assolutamente infondata” l’accusa del Kuwait secondo cui quattro ufficiali iraniani avrebbero tentato di infiltrarsi nell’isola di Bubiyan, affermando che erano entrati nelle acque territoriali kuwaitiane a causa di un’interruzione dei sistemi di navigazione. Il ministero degli Esteri iraniano aveva “condannato fermamente l’azione impropria del governo kuwaitiano che aveva sfruttato politicamente e in modo propagandistico il caso”. Il Kuwait ha arrestato i quattro all’inizio di questo mese e ieri li ha accusati di essere ufficiali delle Guardie Rivoluzionarie

19:23

Netanyahu ha visitato in segreto gli Emirati durante la guerra

Il primo ministro di Israele Benjamin Netanyahu ha visitato segretamente gli Emirati Arabi Uniti durante la guerra in Iran, denominata Operazione Roaring Harrier. Lo ha reso noto il suo ufficio, come riporta Ynet. Il comunicato afferma che Netanyahu ha incontrato il Presidente degli Emirati Arabi Uniti, Sheikh Mohammed bin Zayed, e che “la visita ha portato a una svolta storica nelle relazioni tra Israele e gli Emirati Arabi Uniti”

18:28

Teheran, da pedaggi Hormuz raddoppio entrate petrolifere

Il controllo dello Stretto di Hormuz potrebbe generare “importanti” ricadute economiche per l’Iran, raddoppiando i proventi petroliferi, e rafforzarne il peso sulla scena internazionale. Lo ha affermato il portavoce dell’esercito iraniano Mohammad Akraminia. Il blocco della rotta marittima strategica, attraverso cui transita abitualmente circa il 20% dell’offerta mondiale di petrolio, ha scosso i mercati internazionali dall’inizio della guerra in Medio Oriente e ha fornito a Teheran un importante strumento di pressione geopolitica. Gli Stati Uniti mantengono dal canto loro il blocco dei porti iraniani nonostante il fragile cessate il fuoco entrato in vigore l’8 aprile. “Il nostro controllo dello Stretto di Hormuz generera’ entrate economiche significative per il nostro Paese, fino addirittura a raddoppiare i proventi petroliferi, e rafforzera’ la nostra influenza sulla scena internazionale”, ha dichiarato Akraminia, secondo quanto riferito dall’agenzia ufficiale iraniana Isna. Il portavoce ha precisato che la parte occidentale dello stretto e’ sotto il controllo delle forze navali dei Guardiani della rivoluzione, mentre la sezione orientale e’ supervisionata dalla marina iraniana. Il controllo iraniano dello Stretto di Hormuz resta uno dei principali ostacoli nei negoziati per porre fine alla guerra con gli Stati Uniti, che finora non hanno prodotto una svolta. Ebrahim Azizi, presidente della commissione parlamentare per la sicurezza nazionale, ha annunciato che il suo organismo ha finalizzato un piano di gestione della via d’acqua. L’Iran “intende utilizzare questa posizione strategica come leva di potere attraverso una gestione strategica dello Stretto di Hormuz”, ha affermato, secondo quanto riferito dalla televisione di Stato iraniana. Gia’ il 23 aprile, il vicepresidente del Parlamento Hamidreza Hajibabaei aveva dichiarato che Teheran aveva incassato i primi proventi derivanti dai diritti di passaggio nello Stretto di Hormuz.

18:21

Petrolio: Opec taglia previsioni crescita domanda globale 2026

L’Opec ha rivisto al ribasso le previsioni sulla crescita della domanda mondiale di petrolio nel 2026 a causa della guerra in Iran. Il cartello prevede un impatto minore sulla domanda rispetto all’Aie, che oggi ha aumentato la stima sul calo del consumo di petrolio per quest’anno. L’Opec ha previsto poi un rimbalzo e ha alzato le previsioni di crescita della domanda per il 2027. Secondo l’Opec, la domanda mondiale di petrolio aumentera’ di 1,17 milioni di barili al giorno nel 2026, in calo rispetto agli 1,38 milioni di barili al giorno previsti in precedenza. Per il 2027 l’Opec prevede che la domanda di petrolio aumenti invece di 1,54 milioni di barili al giorno, con un aumento di 200.000 barili al giorno rispetto alla previsione precedente. “La crescita economica globale continua a mostrare resilienza per quest’anno nonostante le tensioni geopolitiche, in particolare in Medio Oriente”, ha detto l’Opec, lasciando invariate le previsioni di crescita economica.

17:37

Usa, deviate 67 navi; autorizzate 15 per aiuti umanitari

Da quando e’ attivo il blocco navale americano contro i porti iraniani, le forze armate degli Stati Uniti hanno “deviato 67 navi commerciali, consentito il passaggio a 15 che trasportavano aiuti umanitari e disabilitato 4”. Lo riporta il Comando centrale Centcom. “All’inizio di questa settimana, le forze del Centcom hanno assicurato che 2 navi commerciali facessero inversione per conformarsi al blocco dopo aver comunicato via radio e aver sparato colpi di avvertimento con armi leggere, dimostrando chiaramente che l’applicazione statunitense rimane pienamente in vigore”, si legge ancora.

17:33

Onu chiede a Israele di abrogare la legge sul tribunale militare speciale

L’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, Volker Türk, chiede l’abrogazione della legge approvata dalla Knesset israeliana sull’istituzione di un tribunale militare speciale per processare i palestinesi accusati di legami con gli attentati del 7 ottobre 2023. “Le vittime delle atrocità commesse il 7 ottobre meritano
giustizia”, ma ciò “non può essere ottenuto attraverso; processi che non rispettano gli standard internazionali”, ha affermato Türk definendo “la pena di morte obbligatoria spaventosa e che rischia di causare un’irreversibile errore giudiziario per i palestinesi condannati”.

17:32

Usa, F-35A pattuglia acque vicino Stretto Hormuz

Il Comando Centrale degli Stati Uniti ha riferito che un caccia stealth F-35A dell’aeronautica militare statunitense sta pattugliando le acque regionali vicino allo Stretto di Hormuz. L’F-35A può trasportare fino a 18.000 libbre di armamenti pur mantenendo velocità supersoniche, afferma il Centcom su X.

17:00

Rutte a Usa, ‘messaggio recepito, Europa al lavoro per lo stretto di Hormuz’ Un esempio sono le due dragamine extra promesse dall’Italia per la fase 2

Gli alleati “hanno chiaramente recepito il messaggio” del presidente Donald Trump e stanno lavorando su due fronti, il rispetto degli accordi bilaterali, dove “ora stanno facendo ciò che avevano promesso”, e la guerra in Iran, con “le iniziative sullo stretto di Hormuz”. Lo ha detto il segretario generale della Nato Mark Rutte partecipando al summit B9 in Romania. “Qui gli alleati si faranno trovare pronti quando si tratta di passare alla prossima fase e lo vediamo ad esempio con l’Italia, che ha promesso due dragamine extra”, ha aggiunto. “Il mio messaggio agli Usa allora è che l’Europa sta davvero lavorando su questo punto”

16:51

Petroliera cinese attraversa Hormuz

Una petroliera cinese con 2 milioni di barili di greggio iracheno ha passato lo Stretto di Hormuz. Lo ha riferito la televisione iraniana citando l’agenzia Bloomberg. La Yuan Hua Hua si trova ora nel Golfo di Oman, dove ha gettato l’ancora. Si tratta del terzo attraversamento di una petroliera cinese dall’inizio della guerra, il 28 febbraio.

16:48

Austria: scorta voli militari Usa fuori da proprio spazio aereo

L’Austria ha attivato negli ultimi giorni per due volte i propri caccia Eurofighter Typhoon per intercettare e scortare voli delle Forze aeree americane, nell’ambito dei controlli sull’utilizzo del proprio spazio aereo da parte di velivoli militari stranieri in virtu’ dello status di neutralita’ del Paese. Lo ha reso noto su X il portavoce del ministero della Difesa austriaco, Michael Bauer. Secondo Bauer, il 10 maggio era stata concessa un’autorizzazione di sorvolo per due Pilatus PC-12 della US Air Force provenienti dal Regno Unito e diretti a Bucarest. Tuttavia, intorno alle 14.10, “due diversi velivoli della US Air Force” si sono avvicinati allo spazio aereo austriaco, inducendo le autorita’ a ordinare alle 14.21 il decollo d’emergenza di due caccia. Secondo il portavoce, gli aerei statunitensi hanno successivamente cambiato rotta e non sono entrati nello spazio aereo dell’Austria. Il giorno seguente, gli Stati Uniti hanno presentato una nuova richiesta di sorvolo per i due Pc-12, poi approvata da Vienna. Anche in quell’occasione, due Eurofighter austriaci hanno monitorato il transito per verificare che l’autorizzazione corrispondesse al volo effettivamente effettuato. I controlli hanno confermato la piena corrispondenza con il permesso concesso. L’Austria, la cui neutralita’ e’ sancita dalla Costituzione dal 1955, ha rafforzato i controlli sui sorvoli militari collegati a conflitti internazionali, come quello tra Stati Uniti e Iran. Il governo austriaco aveva annunciato gia’ in aprile di aver respinto diverse richieste statunitensi relative a operazioni militari legate agli attacchi contro l’Iran, sostenendo che la neutralita’ militare del Paese impone di impedire l’utilizzo del proprio spazio aereo da parte di una delle parti coinvolte nel conflitto.

16:34

Drone su base Unifil con italiani: non ci sono feriti

Ieri un drone, presumibilmente di Hezbollah, è esploso all’interno del quartier generale Unifil di Naqoura, dove si trova il contingente italiano. Non ci sono stati feriti, ma alcuni edifici hanno subito danni. Domenica scorsa si era verificato un episodio analogo, dove un altro drone è precipitato in uno spazio aperto all’interno della stessa base. All’esterno della base, a pochi metri, un altro drone è esploso ieri, così come lunedì scorso è capitato con altri tre velivoli dello stesso tipo. Lo riferisce Unifil esprimendo preoccupazione “per le attività di Hezbollah e dei soldati israeliani vicino alle posizioni Onu”.

16:33

Caccia F35A Usa pattuglia le acque dello stretto di Hormuz

Il Comando centrale americano ha annunciato che un caccia Stealth F-35A sta pattugliando le acque dello stretto di Hormuz. L’F-35A è in grado di trasportare fino a 18.000 libbre di armamenti, pur mantenendo velocità supersoniche, sottolinea il Centcom in un post su X postando una foto del jet.

14:52

Scarcerata temporaneamente in Iran l’attivista Nasrin Soutodeh

L’avvocata e attivista per i diritti umani iraniana, Nasrin Sotoudeh, è stata rilasciata temporaneamente su cauzione. Lo ha annunciato la figlia, Mehraveh Khandan, sui social. Sotoudeh è una delle più note attiviste in Iran; ha subito ripetuti arresti e pene detentive per il suo lavoro legale. L’ultima volta era stata arrestata nella sua abitazione a Teheran lo scorso 1 aprile.

13:27

Pasdaran: pronti a condurre qualsiasi operazione rapidamente. Esercitazione Basij ha raggiunto tutti gli obiettivi prefissati

TEHERAN. Un comandante delle Guardie Rivoluzionarie iraniane a Teheran ha dichiarato che le forze sono pronte a condurre operazioni “nel più breve tempo possibile” in seguito a esercitazioni militari che hanno coinvolto la milizia Basij e unità delle Guardie. Lo scrive Iran International. “Siamo pronti a condurre qualsiasi operazione, in qualsiasi momento e in qualsiasi lasso di tempo, nel più breve tempo possibile”, ha affermato Hassan Hassanzadeh, comandante del Corpo Mohammad Rasoulollah della Grande Teheran, secondo quanto riportato dai media statali. Hassanzadeh ha aggiunto che un’esercitazione di cinque giorni con la milizia Basij ha raggiunto tutti gli obiettivi prefissati e ha incluso scenari, tattiche e tecniche precedentemente provate, finalizzate ad affrontare il nemico “in qualsiasi territorio”.

12:04

Media: raid Idf in Libano, almeno 8 morti tra cui 2 bambini. Colpita un’autostrada costiera nel sud del Paese

BEIRUT. Almeno otto persone, tra cui due bambini, sono rimaste uccise in una serie di raid aerei israeliani su un’autostrada costiera nel Libano meridionale, mentre gli attacchi continuano senza sosta. I raid hanno colpito Barja, Jiyeh e Saadiyat, lungo l’autostrada Sidone-Sud. Lo riporta Al-Jazeera.

11:05

L’Iran sfida Trump: “Hormuz sotto nostro controllo, neanche un granello lascerà Kharg”, Il vicecomandante della Marina: “Se Trump sbarca sull’isola, Golfo cimitero delle forze Usa”

TEHERAN. “Il campo di battaglia e lo Stretto di Hormuz sono sotto il nostro controllo. Trump potrebbe avere l’intenzione di sbarcare truppe sull’isola iraniana di Kharg, ma non permetteremo che nemmeno un granello di polvere venga portato fuori dal nostro Paese”: lo dichiara il vicecomandante della Marina delle Guardie Rivoluzionarie, Saeed Siahsarani, come riporta Irna. “Non è possibile che le petroliere attraversino lo Stretto di Hormuz senza il permesso dell’Iran”, ha garantito. “Se gli Usa e Trump commettono un errore, trasformeremo il Golfo Persico nel più grande cimitero acquatico per le forze americane”

09:10

Iran: Crosetto, obiettivo condiviso ritorno navigazione Hormuz

ROMA. “Proprio ieri ho avuto un ulteriore colloquio con i ministri della Difesa dei nostri paesi partner con cui abbiamo registrato una piena convergenza su alcuni principi fondamentali: la necessità di garantire la sicurezza della navigazione in uno dei punti più sensibili del mondo e al tempo stesso la volontà di mantenere ogni iniziativa rigorosamente separata dal conflitto in corso. L’obiettivo condiviso resta quello di favorire, il più velocemente possibile, attraverso un’azione coordinata della comunità internazionale, un ritorno a condizioni di stabilità e normalità nella navigazione marittima nell’area di Hormuz”. Così il Ministro della Difesa, Guido Crosetto, sulle iniziative internazionali per il ripristino della libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz intervenendo in audizione davanti alle Commissioni riunite Esteri e Difesa della Camera e alla Commissione Esteri e Difesa del Senato.

08:36

Tajani: non chiediamo una nuova operazione nel Golfo, nostro impegno solo dopo la pace

ROMA. “Sgombero il campo da equivoci, non vogliamo chiedere di autorizzare una nuova missione militare nel Golfo ma condividere l’impegno del governo per la pace e il percorso che potrebbe portare a un nostro impegno nella coalizione internazionale. Impegno, sottolineo, solo dopo la cessazione definitiva delle ostilità”. Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani alle Commissioni riunite Esteri e Difesa Camera e la Commissione Esteri e Difesa Senato, nel corso dell’audizione sulle iniziative internazionali per il ripristino della libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz.

07:56

L’Iran giustizia un uomo accusato di spiare per Israele. Secondo attivisti per i diritti umani il 32enne era stato arrestato nel 2024

TEL AVIV. L’Iran ha giustiziato un uomo condannato per spionaggio a favore dei servizi segreti israeliani, dopo che la Corte Suprema ha confermato la sua condanna a morte, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa Mizan, organo ufficiale del potere giudiziario. La notizia è riportata dal Times of Israel. Secondo l’organizzazione per i diritti umani Hrana, l’imputato, Ehsan Afrishteh, di 32 anni, era stato arrestato nel 2024 e condannato a morte nel 2025 sulla base di confessioni false

07:34

Iran, ripristinato accesso 30 siti missilistici a Hormuz

TEHERAN. L’Iran ha riacquistato l’accesso alla maggior parte dei suoi siti missilistici balistici, lanciatori e strutture sotterranee. E’ quanto riportato dal New York Times, citando fonti a conoscenza delle ultime valutazioni riservate dell’intelligence Usa che contraddicono le affermazioni del presidente americano Donald Trump sulla distruzione inflitta alle capacita’ militari della Repubblica islamica. Per le fonti, Teheran ha ripristinato l’accesso operativo a 30 dei 33 siti missilistici che gestisce lungo lo Stretto di Hormuz, dove potrebbe utilizzare lanciatori mobili situati all’interno dei siti per spostare i missili in altre posizioni. Secondo le valutazioni d’intelligence, l’Iran mantiene circa il 70% dei suoi lanciatori mobili in tutto il Paese, ha conservato circa il 70% del suo inventario missilistico prebellico e ha riacquistato l’accesso a circa il 90% delle sue strutture sotterranee di stoccaggio e lancio missilistico, considerate “parzialmente o pienamente operative”.

07:08

Iran, Usa offrono 15mln dollari per informazioni su spedizioni petrolio

WASHINGTON. Il Dipartimento di Stato americano offre una ricompensa fino a 15 milioni di dollari per informazioni dettagliate sulle consegne di petrolio collegate al Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche iraniane e ai suoi fiancheggiatori. In una dichiarazione rilasciata martedì dal programma “Rewards for Justice” del Dipartimento di Stato, si afferma che la somma viene offerta “a chiunque abbia informazioni sulle spedizioni di petrolio del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche, sulle petroliere o sulle entità coinvolte in tali trasferimenti illeciti di petrolio, o su attività o individui correlati”

01:01

Media: Usa-Cina concordano di non far pagare pedaggi ad Hormuz

Il segretario di Stato americano Marco Rubio e il suo omologo cinese Wang Yi hanno concordato, nel corso di una conversazione telefonica avvenuta ad aprile, di non permettere ad alcun Paese di imporre pedaggi per il transito attraverso lo stretto di Hormuz. Lo ha riferito alla agenzia giapponese Kyodo News un portavoce del dipartimento di Stato Usa.

00:30

Trum attacca i media: “Chi dice che l’Iran sta vincendo è un traditore”

Donald Trump è tornato ad attaccare i media sulla guerra contro l’Iran. “Quando le ‘fake News’ affermano che il nemico iraniano sta avendo la meglio, militarmente, contro di noi, si tratta di un atto di virtuale Tradimento, data l’assoluta falsità — e persino l’assurdità — di tale dichiarazione”, tuona il tycoon in duro post su Truth in cui accusa quei media “di favorire e spalleggiare il nemico!” “Tutto ciò che ottengono è infondere nell’Iran una falsa speranza, laddove non dovrebbe essercene alcuna. Si tratta di codardi americani che fanno il tifo contro il nostro Paese”, ha attaccato ancora.