La nuova inchiesta dei pm di Pavia che vede Andrea Sempio accusato dell’omicidio di Chiara Poggi ha scatenato gli odiatori social: nell’ultimo anno in tanti si sono scagliati contro la famiglia della vittima e contro le cugine Paola e Stefania Cappa, incuranti del fatto che in un’indagine per omicidio non abbia particolarmente senso prendersela con i familiari di una ragazza uccisa né con i suoi parenti che non c’entrano nulla con il caso.




Nel mirino degli hater sono finiti negli ultimi mesi sia i genitori di Chiara, accusati di “coprire” il vero colpevole (Andrea Sempio o altri) «per non dover restituire il risarcimento da centinaia di migliaia di euro ad Alberto Stasi», sia il fratello della vittima, Marco Poggi, che per qualcuno quel giorno non si trovava in montagna con i genitori e sarebbe implicato anche lui nel delitto, come l’amico Sempio. Deliri online rilanciati anche da youtuber, giornalisti e comunicatori, in prima fila a caccia di interazioni per i loro post e video.





Decine di denunce

Le denunce sarebbero circa 70 per quanto riguarda i Poggi, un centinaio quelle delle gemelle Cappa, e le ipotesi di reato vanno dalla diffamazione alla calunnia fino agli atti persecutori (stalking): le denunce riguardano quanto trasmesso da youtuber e blogger, non risparmiano presunti testimoni ritenuti inattendibili, riguardano anche svariati articoli di stampa e trasmissioni televisive che si sono occupati di Garlasco, oltre a ignoti leoni da tastiera. Si tratta di un altro capitolo del caso più mediatico della cronaca nera italiana su cui il sostituto procuratore di Milano Antonio Pansa è pronto a mettere ordine.



Legale Poggi: «Da Stasi 300 euro al mese»

«Ai signori Poggi della parte economica non interessa sostanzialmente nulla. Questo concetto che si stiano arroccando per due soldi in croce, perché tali sono, è oltremodo offensivo. Dei circa 300 euro al mese che ricevono da Stasi oggi, le garantisco che i Poggi farebbero a meno. Non vivono certo di quelli», afferma, in un’intervista a Open, Gian Luigi Tizzoni, legale della famiglia di Chiara Poggi. Un tema, quello della restituzione del denaro, che sui social viene spesso chiamato in causa per sostenere la presunta ostilità verso la nuova inchiesta che vede indagato Andrea Sempio al posto del condannato Alberto Stasi.


«Ci vorrebbe solo un po’ più di rispetto nell’immaginare una famiglia che ha avuto una figlia uccisa, con uno Stato che ha riconosciuto la responsabilità del condannato dopo due indagini a Pavia, ricorso straordinario alla Cassazione, ricorso alla Corte Europea dei diritti dell’uomo, due tentativi di revisione a Brescia…tutto sommato penso che anche i Poggi potessero e possano pensare che i circa 50 magistrati che fino ad oggi hanno visto la vicenda non abbiano sbagliato» spiega l’avvocato.


Se la revisione dovesse dimostrare l’innocenza di Stasi, alla famiglia Poggi «restituire quelle somme non comporterebbe nessun concreto, serio disagio». Il risarcimento stabilito dalle sentenze è pari a un milione di euro, ma dopo una lunga battaglia legale si è arrivati a un accordo transattivo di circa 700mila euro, ad oggi percepiti circa 350-400mila euro, «di cui ne avranno spesi 150 mila» per affrontare i processi. «Avranno messo da parte 200mila euro. Il signor Poggi da sempre ha un conto dedicato, dove ogni mese vengono accreditati questi circa 350-400 euro del lavoro di Stasi, e lui quella cifra non l’ha mai toccata, ce l’ha lì. Restituire quelle somme – conclude il legale Tizzoni – non comporterebbe nessun concreto, serio disagio».




Ultimo aggiornamento: mercoledì 13 maggio 2026, 20:22





© RIPRODUZIONE RISERVATA