Fu re Giorgio IV a commissionare il diadema a Rundell Bridge & Rundell per la sua incoronazione. Per realizzarlo furono impiegati oro, argento, numerose perle per decorare la fascia e un numero impressionante di diamanti, 1.333 per la precisione. Sulla croce davanti, in posizione centrale, inoltre figura un diamante giallo di quattro carati che fa splendere di una luce diversa quella porzione di gioiello. Anche il design è interessante perché sono presenti anche i simboli stilizzati dell’Inghilterra, della Scozia e dell’Irlanda, sarebbe a dire, rispettivamente, una rosa, il cardo e il quadrifoglio.
Dopo l’incoronazione Giorgio IV la indossò nel 1821, giorno della sua incoronazione, con un enorme cappello di velluto, accessorio che impedì di vedere il capolavoro di gioielleria nella sua interezza, sia durante la cerimonia sia nella processione verso l’abbazia di Westminster. Il sovrano morì nel 1830 e il diadema di stato passò a Guglielmo IV, suo fratello primo in linea di successione, che però non lo indossò e lo passò a sua moglie, la regina Adelaide. Da questo momento in avanti il pregiato copricapo è diventato un privilegio per le donne, siano essere regine regnanti o sovrane consorti.
Nel 1838, anno della sua ascesa al trono, il diadema entrò nella collezione della regina Vittoria, diventando uno dei pezzi a lei più cari. Fu proprio lei a dargli imperitura fama decidendo che quella corona così amata potesse avere lo status di cimelio destinato a essere tramandato da regina a regina. Fu usato in seguito sia per l’incoronazione sia per eventi privati anche dalla regina Alexandra, dalla regina Mary e dalla regina Elisabetta, moglie di Giorgio VI e madre di Elisabetta II.
La regina Elisabetta consolidò il ruolo del diadema in seno alla collezione reale prevedendolo solo per cerimonie di stato e ritratti ufficiali. La sovrana indossò per la prima volta la sua «corona» preferita il 4 novembre 1952, proprio per la cerimonia di apertura del parlamento di quell’anno.

La regina Elisabetta con il diadema di diamanti.
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