La fusione nucleare sarà realtà entro soli dieci anni, smentendo le stime tradizionali che prevedevano un’attesa di tre o cinque decenni. Ne è certo il fisico napoletano Francesco Volpe, che ha abbandonato la cattedra alla Columbia University per dare vita a Renaissance Fusion, un’impresa unica a livello globale. Questa start-up innovativa, con sede a Fontaine nei pressi di Grenoble, è il risultato di un grande sogno trasformato prima in progetto e oggi in azienda.

Le tappe del percorso

Alle spalle di questa scommessa c’è una solida carriera accademica internazionale. Prima di approdare negli Stati Uniti come professore alla Columbia, Volpe si è laureato in Fisica a Pisa, ha conseguito il dottorato a Greifswald, in Germania, e si è specializzato all’Istituto Max Planck per la Fisica del Plasma, tra i centri di ricerca più prestigiosi d’Europa. Dopo aver lavorato anche in Gran Bretagna, nel 2020 arriva la svolta radicale: decide di cambiare rotta e fonda Renaissance Fusion insieme all’economista Martin Kupp, avviando l’impresa con pochissimi dipendenti.

I primi traguardi

Nonostante le difficoltà iniziali, tra esperimenti complessi, delusioni e continui test, sono arrivate presto le prime grandi gioie. «Conservo ancora nel mio ufficio la collezione di bottiglie stappate per celebrare i momenti cruciali», racconta Volpe con un pizzico di emozione. «Quella a cui tengo di più risale al luglio 2023, quando abbiamo testato con successo la prima parete di metallo liquido all’interno di una camera di un metro di diametro. In quel momento lo spessore era di appena uno o due centimetri e lavoravamo a temperatura ambiente, ma è stata un’emozione straordinaria per tutto il team, culminata in un fragoroso applauso liberatorio».

La svolta del progetto

Con il tempo l’azienda ha scalato i vertici del settore: «Attualmente in Europa siamo tra i principali protagonisti della corsa verso una fonte di energia pulita, sicura e inesauribile», commenta il fisico partenopeo. La tecnologia di Renaissance Fusion si basa sullo Stellarator, uno speciale reattore a forma di ciambella progettato per intrappolare il plasma. Questo sistema si propone come la principale alternativa al Tokamak, il modello standard ideato dagli scienziati sovietici negli anni ’50.

Rispetto ai reattori tradizionali, garantisce una gestione molto più semplice e una maggiore efficienza energetica. «Il nostro punto di forza è l’eliminazione della corrente elettrica all’interno del plasma», sottolinea infine lo scienziato. «In questo modo cancelliamo l’instabilità che da sempre affligge i vecchi sistemi, garantendo un funzionamento continuo».

Le radici dell’ispirazione 

Questo concetto di un nucleare pulito e sicuro riprende e sviluppa le intuizioni di Carlo Rubbia, premio nobel per la fisica nel 1984, di cui Volpe è stato allievo. Già negli anni ’90, infatti, il celebre scienziato teorizzava sistemi alternativi per produrre energia senza rischi. «Calvino diceva che un buon libro deve instillare l’ansia di girare la pagina», spiega Volpe ricostruendo la nascita del suo interesse scientifico. «A 16 anni rimasi folgorato dalla lettura di Materia e antimateria di Ginestra Giovene, moglie di Edoardo Amaldi, uno dei Ragazzi di via Panisperna. Mi colpì soprattutto il capitolo dedicato alla fusione: bellissimo, utile, entusiasmante. Da quel momento è stato un crescendo». Un cammino nato sui libri e oggi focalizzato su uno scopo preciso: generare sulla Terra energia come quella che produce una stella.

L’azienda oggi

Oggi la start-up conta oltre 60 milioni di euro di finanziamenti e impiega più di cento dipendenti, con un’età media sotto i 35 anni. Questo sviluppo scientifico e industriale si basa sulla produzione di componenti essenziali per il reattore, come i superconduttori ad alta temperatura (Hts). A differenza dei sistemi tradizionali che richiedono un freddo estremo a -269 gradi centigradi, questi magneti speciali funzionano a -253 gradi. Una variazione di soli 16 gradi che consente però di sostituire il costoso elio liquido con il comune azoto liquido, generando campi magnetici molto più potenti e compatti. Il drastico abbattimento dei costi che ne deriva è la chiave di una tecnologia ad altissimo potenziale, già pronta a conquistare un enorme mercato globale ricco di commesse commerciali.


© RIPRODUZIONE RISERVATA

Risparmio e investimenti, ogni venerdì
Iscriviti e ricevi le notizie via email