Se ci mettessimo ad elencare i giochi single player meritevoli di essere riscoperti potremmo fare elenchi a non finire, citando non solo grandi classici e titoli di culto, ma anche opere che ai tempi della loro uscita vennero sostanzialmente snobbate dal pubblico nonostante le loro indubbie qualità. Alcuni casi tra l’altro si sono rivelati proprio eclatanti visto che parliamo di opere premiate con grandi voti dalla stampa internazionale: eccovi 8 bei giochi single player a cui hanno giocato in pochissimi ai tempi della loro uscita, e che avrebbero meritato molta più considerazione dal pubblico.

Asura’s Wrath

Da giocare Asura’s Wrath non era esattamente un capolavoro, penalizzato da un abuso eccessivo di Quick Time Events che andavano a semplificare fin troppo il gameplay. Non parliamo poi del vero finale tagliato e rivenduto come DLC, una mossa che fece storcere il naso a critica e pubblico.

Preso però come esperienza complessiva, l’opera targata Capcom e CyberConnect2 aveva in realtà tantissimo da dire: valori artistici magistrali, musiche da pelle d’oca e una storia che tiene incollati allo schermo, tutte qualità che facevano chiudere un occhio sulle sue mancanze ludiche. Purtroppo Asura’s Wrath si rivelò un progetto fin troppo di nicchia e non raccolse particolari successi commerciali, e l’IP venne di conseguenza abbandonata molto velocemente.

Binary Domain

Qui parliamo per davvero di un gioco praticamente sconosciuto considerate le sue scarsissime vendite: negli USA non andò oltre le 20.000 copie, nel resto del mondo i numeri non furono troppo superiori e di conseguenza SEGA lo ritenne un fallimento commerciale.

Ma è davvero un peccato che Binary Domain sia passato totalmente in sordina: non solo era un TPS frenetico, avvincente e con controlli impeccabili, ma aveva anche una storia evocativa ed affascinante

Enslaved Odyssey to the West

Un Action/Adventure di assoluto valore ambientato in un contesto post-apocalittico con una storia che prende spunto dall’iconico capolavoro letterario cinese Viaggio in Occidente. In aggiunta il protagonista Monkey era interpretato dal celebre attore Andy Serkis, altro punto a favore per l’opera.

E come se non bastasse l’accoglienza della critica internazionale è stata positiva. Ma allora cosa è andato storto con Enslaved Odyssey to the West? Semplice: lo hanno giocato davvero in pochi. Bandai Namco rimase molto insoddisfatta dalle vendite del gioco firmato Ninja Theory, largamente sotto il milione di copie, e di conseguenza tutti i piani per il sequel vennero accantonati. Enslaved è diventato un titolo di culto, ma non a sufficienza da garantirgli un ritorno in scena.

Heavenly Sword

Di nuovo Ninja Theory e stavolta si tratta di un titolo pure di un certo peso considerato che fu subito pubblicizzato come una delle prime esclusive di punta dell’allora neonata PlayStation 3. Heavenly Sword si presentava come un Action/Adventure molto simile ai primi God of War, ai tempi dimostrò una grafica mozzafiato e l’accoglienza generale fu positiva.

Anche in questo caso però le vendite furono considerate al di sotto delle aspettative, con Sony che si aspettava numeri molto superiore al milione e mezzo di copie piazzate sul mercato. In generale, seppur comunque di valore, Heavenly Sword non si rivelò il capolavoro imperdibile promesso alla vigilia e forse è anche per questo se non è riuscito a fare breccia nel cuore del pubblico.

MadWorld

MadWorld è il gioco PlatinumGames più violento di sempre, dotato di uno stile grafico unico e graziato da un’azione sfrenata e spettacolare proprio come ci si aspetterebbe dallo studio nipponico. Ed è stato anche un gigantesco flop, con numeri estremamente miseri non solo negli Stati Uniti ma pure in Giappone.

Forse MadWorld e lo stile generale delle produzioni PlatinumGames non si sposavano bene con una console come Wii ed il suo pubblico composto principalmente da famiglie e giocatori casuali. Fermo restando che aveva una direzione decisamente particolare ed inconsueta che difficilmente avrebbe fatto breccia attraverso il pubblico di massa, viene da chiedersi come sarebbe cambiato il suo destino se fosse stato pubblicato su PC, PlayStation 3 e Xbox 360 anziché restare esclusiva totale della console Nintendo.

Marvel’s Guardians of the Galaxy

Il caso di Marvel’s Guardians of the Galaxy è un po’ diverso rispetto agli altri nomi citati: al lancio nel 2021, infatti, l’Action/Adventure con protagonisti i Guardiani della Galassia non ha registrato vendite soddisfacenti, con Square Enix che lo ha considerato un flop commerciale nonostante le recensioni positive della stampa.

Soltanto molto tempo dopo, e solo grazie allo sbarco su servizi come PlayStation Plus e Xbox Game Pass, l’opera targata Eidos Montreal è riuscita a raggiungere milioni di giocatori che si sono così goduti un’Action/Adventure coinvolgente, pieno di citazioni e che cattura in modo adeguato l’essenza dei celebri eroi Marvel. Ciò però non cancella un debutto in cui solo pochi giocatori hanno dato fiducia all’opera, impedendole così di raggiungere subito le stelle.

Singularity

Fortemente ispirato a Bioshock, Singularity non ebbe magari un’accoglienza esplosiva dalla critica ma si dimostrò comunque un solido FPS con meccaniche interessanti legate alla manipolazione del tempo.

Sfortunatamente le vendite furono disastrose, inferiori alle 400.000 unità stando a quanto dichiarato dal publisher Activision che manifestò il suo disappunto per i risultati molto deludenti. Singularity non era un titolo eccezionale, questo è vero, ma forse un po’ di considerazione in più l’avrebbe meritata visto che in fonda funzionava dignitosamente in ogni sua componente.

Viewtiful Joe

Viewtiful Joe è un caso che va studiato. Al momento della sua uscita dapprima su GameCube e poi su PlayStation 2 venne acclamato come un autentico capolavoro, geniale nel concept e spettacolare nella sua essenza da puro e stilosissimo Picchiaduro a Scorrimento.

Eppure, nonostante sia considerato tra i migliori giochi Capcom dell’epoca 128-bit, praticamente nessuno se lo filò: entrambe le versioni registrarono vendite complessive molto basse e Viewtiful Joe passò sostanzialmente in sordina. Capcom non abbandonò subito l’IP e realizzò diversi altri giochi tra sequel e spin-off, tuttavia il brand non è mai decollato restando purtroppo appannaggio di una nicchia di appassionati.