Kaia Gerber continua a muoversi sul confine sottilissimo tra figlia d’arte e nuova icona fashion della Gen Z. Ai Disney Upfronts 2026 di New York, la modella e attrice ha riportato sotto i riflettori tutta l’estetica minimalista e sensualissima delle supermodel anni ’90, ricordando in modo impressionante la madre Cindy Crawford.
Kaia Gerber ai Disney Upfronts 2026: il look Jacquemus è pura sensualità anni ’90
Quando si parla di minimalismo sexy, il rischio di scivolare nel già visto è enorme. Un completo nero aderente può diventare immediatamente prevedibile, soprattutto su un red carpet americano dove spesso tutto sembra studiato per gridare attenzione. Kaia Gerber, invece, ha scelto la strada opposta: sottrarre invece che aggiungere.
Il look firmato Jacquemus, precisamente il Look 6 della collezione Le Palmier di Simon Porte Jacquemus, lavora tutto sulla costruzione della silhouette. E lo fa con un’intelligenza quasi chirurgica. Il coordinato nero è composto da un crop top a maniche lunghe dalla linea rigorosa e pulita, con una scollatura squadrata che incornicia il décolleté senza eccessi. Ma è il cut out centrale a cambiare completamente l’equilibrio del look. Quel taglio geometrico sull’addome interrompe la continuità del nero e crea una tensione visiva sofisticata, più da passerella parigina che da evento televisivo americano.
La parte inferiore è una gonna longuette a vita alta, strettissima sul corpo, costruita attraverso un gioco di pannelli in velluto e tessuto opaco che scolpiscono la figura. Da lontano sembra quasi una colonna nera essenziale. Da vicino, invece, emergono le differenze materiche, i contrasti tra superfici, la precisione delle linee verticali che allungano ulteriormente la silhouette già sottilissima della modella.
Kaia Gerber sembra Cindy Crawford negli anni ’90, ma in versione Gen Z
È impossibile guardare queste immagini senza pensare immediatamente a Cindy Crawford nel suo periodo d’oro. I capelli castani lunghi e leggermente mossi, la riga centrale, il make-up bronzato e luminoso, le sopracciglia definite ma naturali. Kaia sembra aver assorbito l’estetica della madre senza trasformarla in una copia nostalgica.
Ed è probabilmente questo il dettaglio più interessante. Non c’è l’effetto costume. Non sembra una ragazza che sta giocando a fare la supermodella anni ’90. Sembra piuttosto una reinterpretazione contemporanea di quell’immaginario. Più pulita, più essenziale, meno aggressiva.
Negli ultimi mesi il paragone tra Kaia e Cindy è tornato continuamente sui social e sui red carpet. Al Vanity Fair Oscar Party 2026, per esempio, Kaia aveva già reso omaggio all’estetica della madre con un abito rosso strutturato e una piega vaporosa molto old Hollywood. Stavolta però il riferimento è più sottile. Non è un tributo esplicito. È qualcosa che emerge naturalmente dal modo in cui indossa il look.
Cindy Crawford negli anni ’90 aveva questa capacità rarissima di rendere sensuali anche gli outfit più semplici. Bastavano un tubino nero, un jeans a vita alta o una canotta bianca. Kaia sembra aver ereditato proprio quella qualità lì: il fatto che il vestito non indossi mai lei, ma il contrario.
E poi c’è il portamento. Quella postura dritta, rilassata, quasi felina. Il modo in cui guarda l’obiettivo senza sembrare costruita. Tutto contribuisce a rafforzare quell’idea di supermodel royalty che molti media americani hanno ripreso parlando della sua apparizione ai Disney Upfronts.
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