di
Cesare Giuzzi e Pierpaolo Lio

Il soliloquio di Sempio risale al 28 febbraio di un anno fa. Gli investigatori appuntano: «Non si comprende se stia parlando da solo o stia mandando un messaggio vocale»

«Ti dico… io… come va… un po’ di cacca». Andrea Sempio è ancora una volta solo nell’abitacolo della sua auto quando l’«ambientale» lo intercetta. «Stavolta devo dire che sono un po’ preoccupatino». È il 28 febbraio d’un anno fa. Il giorno successivo alla notifica sulla nuova indagine sul delitto di Garlasco che lo vede indagato. Gli investigatori appuntano: «Non si comprende se stia parlando da solo o stia mandando un messaggio vocale».

È uno dei tanti soliloqui di Sempio. «Raccolti» sempre mentre il 38enne commesso è nella sua auto. E di cui ieri sono circolati i primi file audio: il suono è debole e molto disturbato perché bisbiglia durante la guida. Da quello sulle «tre chiamate» e del video «dentro alla penna», a quello in cui fa riferimento al «sangue». Alle parole che sembrano indicare l’orario in cui si presentò a casa Poggi, «alle nove e mezza». Fino a quello in cui ammette d’essere «preoccupatino» per la novità. In quest’ultimo caso, quando parla, la nuova inchiesta è ai primi passi. Seguiranno indagini per oltre un anno. Che porteranno a «smontare», secondo gli inquirenti, la difesa dello scontrino del parcheggio di Vigevano. È un elemento tutt’altro che secondario. Perché l’effetto domino che scatena è «svuotare» la mattinata di quel 13 agosto 2007 — il giorno dell’omicidio di Chiara Poggi — dell’allora 19enne Andrea Sempio.



















































La genesi del ticket

È il celebre tagliandino («anonimo», senza targa) che Sempio avrebbe ritirato dal parcometro di piazza Sant’Ambrogio a Vigevano, con orario di fine dell’ora di sosta alle 11.18, quando — sostenne — si presentò a una libreria, poi trovata chiusa. E che un anno dopo presentò ai carabinieri di Garlasco. Gli accertamenti degli investigatori hanno verificato però che Sempio non agganciò mai la cella telefonica del comune pavese. I tabulati hanno anche restituito alcuni messaggi nelle ore precedenti tra la madre dell’indagato e un pompiere in servizio a Vigevano. Contatti che in genere precedevano un incontro. Come conferma l’uomo, sentito dai carabinieri. «Ci vedevamo al mattino, tra le 9.30 e le 10. Rimanevamo insieme per circa un’ora. Ci accordavamo telefonicamente, solo messaggi». Quando Daniela Ferrari viene sentita dai carabinieri al nome del pompiere ha un mancamento.

L’appunto

Anche il padre sembra ricondurre il ticket alla donna: «Perché comunque lo scontrino lo hai fatto tu», lo si sente dire intercettato. E quando la moglie scoppia a piangere («È colpa mia, gli ho detto io di tenere lo scontrino»), taglia corto: «Il ragazzo era a casa e lo sai anche tu (…) perché se lei l’hanno ammazzata a quell’orario lì, lui era a casa». Se la madre era a Vigevano in auto, Sempio non poteva essere fuori Garlasco, dato che la famiglia aveva una sola macchina. In un biglietto sequestrato, sempre il padre appuntava: «Mio figlio era a piedi xche non ho/ha bicicletta nera 1 bianca da donna».

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Due volte dalla nonna

Mette a verbale Sempio nel 2017: «Quando sono tornato a Garlasco verso le 11 sono andato da mia nonna e sono rimasto lì più o meno fino all’ora di pranzo, poi sono tornato a casa per pranzare e poi, verso le 13.30 siamo tornati con mio padre da mia nonna». Testimonianza che riprende le parole della nonna, ascoltata dai carabinieri nel 2008 che non aveva però chiarito se il nipote era arrivato «a piedi o in auto». La doppia visita per gli investigatori sarebbe comunque un’anomalia rispetto alle abitudini.

Via Pascoli

C’è un altro aspetto che per l’accusa non torna nella ricostruzione dell’indagato di quella mattina. Sono le modalità con cui venne a sapere del delitto. All’epoca mise a verbale di essere passato in auto col padre, di ritorno dalla nonna, e di aver «notato la presenza di un’ambulanza e di diverse persone». Per gli investigatori, è una versione «palesemente inverosimile». Via Pascoli non era lungo il tragitto. E non è possibile dal tratto di via Pavia percorso da Sempio, «considerata la distanza», vedere il capannello di persone all’incrocio. Per gli inquirenti, quindi, quel suo passaggio davanti alla villetta non fu casuale.


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13 maggio 2026 ( modifica il 13 maggio 2026 | 12:12)