di
Gabriele Fusar Poli
Protagonisti della puntata che andrà in onda a dicembre sono i «cicchetti»: come giudici 100 studenti dell’Università cittadina
Non è dato sapersi se abbia vinto la «brigata» blu oppure quella rossa. A giudicare dai piatti letteralmente spazzolati, però, viene da pensare che gli aspiranti cuochi abbiano fatto a pieno il loro dovere: è stata registrata martedì in un Palazzo Moroni (sede del comune) «off limits» (come non si vedeva dai tempi della visita del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, per intenderci) una delle puntate della prossima stagione di MasterChef, il fortunato programma di Sky condotto da Bruno Barbieri, Antonino Cannavacciuolo e Giorgio Locatelli.
Cresciuti a pane e Masterchef
Una giornata a dir poco piena, iniziata alle prime ore del mattino con gli ultimi preparativi nel cortile del Comune che, utilizzato solitamente quale parcheggio, si è trasformato in «cucina a cielo aperto». Per capire quanto il «talent cooking» sia amato bastava aggirarsi sul Liston già dalle 10, quando i primi fan degli chef stellati hanno iniziato ad assieparsi all’esterno di Palazzo Moroni – per l’occasione «schermato» da pannelli scuri — a caccia anche solo di un fugace saluto. Tra loro Gioia, 28enne padovana che rivela: «Sono cresciuta a “pane e Masterchef”, sogno di parteciparvi prima o poi. Avevo anche fatto un paio di provini, ma non sono andati bene… Eppure a casa mi dicono che Cannavacciuolo mi fa un baffo». Lo dice a bassa voce per evitare di farsi sentire dallo chef napoletano «dispensatore di benevoli schiaffetti», che intorno alle 12.30 sbuca in via Oberdan insieme a Bruno Barbieri: basta un istante e le almeno cento persone in trepidante attesa iniziano a urlare come alle prime note di un concerto di Lady Gaga.
Spritz e crostini
Giorgio Locatelli, invece, si «accomoda» tra i tavolini di Casa Aperol in piazza dei Frutti per assaggiare dei «cicchetti» (eleggendo quale suo preferito «quello con la gallina in saor»). E non a caso: sono i tipici crostini veneti, infatti, i protagonisti della prova in esterna sostenuta dai concorrenti, che intorno alle 15 — giusto il tempo di aspettare la fine di un tipico acquazzone primaverile — si mettono ai fornelli pronti a deliziare i palati di cento studenti dell’Università, scelti per l’occasione quali “giurati d’eccezione”. I minuti scorrono inesorabili, e nel cortile di Palazzo Moroni risuonano le urla che gli chef lanciano all’indirizzo di chi sogna di ripercorrere le loro gesta, il tutto mentre assessori e dipendenti comunali cercano ogni possibile varco per «sbirciare»” l’andamento della prova. I meno preoccupati sembrano essere proprio gli «studenti-giurati», che attendono i cicchetti misti sorseggiando spritz nel salottino creato nel chiostro pensile al primo piano.
Ed è così, tra assaggi e imprecazioni (da parte degli aspiranti cuochi), che il tempo passa fino al gong. Les jeux sont faits, ma manca il momento clou: gli studenti votano e le brigate — assemblate in tarda mattinata a Palazzo della Ragione — attendono il loro destino nel cortile antico di Palazzo Bo.
Chi ha vinto
Il trio Barbieri-Cannavacciuolo-Locatelli comunicano l’esito finale e alle 19 lasciano il Comune acclamati come autentiche rockstar da chi li ha attesi per ore. Compreso il 44enne Sergio, che fa in tempo a consegnare il proprio curriculum proprio ad Antonino Cannavacciuolo: «Faccio il cuoco da più di vent’anni, e di esperienza ne ho accumulata. Magari lo legge e mi assume senza passare per Masterchef». Occhio agli schiaffi, però…
Vai a tutte le notizie di Padova
Iscriviti alla newsletter del Corriere del Veneto
13 maggio 2026 ( modifica il 13 maggio 2026 | 13:08)
© RIPRODUZIONE RISERVATA