di
Stefano Pancini e Andrea Pasqualetto
La donna era scomparsa con i due figli ad aprile al confine tra Friuli e Slovenia. La procuratrice di Piacenza, Grazia Pradella: «Situazione familiare problematica». I reati per cui si procede non consentono misure cautelari: solo un giudice civile potrebbe disporre il rientro dei minori
Quando ha visto i carabinieri in videochiamata, Sonia Bottacchiari si è preoccupata: «Noi stiamo bene qui, lasciateci stare». C’erano lei, i suoi due figli di 16 e 14 anni e pure i quattro cani. Tutti insieme in questo luogo lontano dalle città dove hanno scelto di rifugiarsi dallo scorso 21 aprile dopo aver caricato in macchina tende, zaini, walkie talkie, filo da pesca e sale per animali selvatici. E senza dire nulla a nessuno: né all’ex marito Yuri che pure vedeva regolarmente Nishanta e Joshua, né al nonno paterno che con loro viveva, né agli amici.
La minaccia di una nuova fuga
«Se vengo a sapere che si sa dove mi trovo ce ne andiamo da un’altra parte», ha chiarito subito lei e l’ha detto con una convinzione tale da indurre gli inquirenti al massimo riserbo: «Tutti e tre sono in buone condizioni di salute, in un contesto di adeguate situazioni alloggiative e, in generale, di vita», si è limitata a dire la procuratrice di Piacenza, Grazia Pradella, precisando che non intende rendere pubblici altri particolari: «In quanto la donna ha manifestato timori e preoccupazione ove venisse scoperto il rifugio: ha detto che se ciò avvenisse ha intenzione di rendersi nuovamente irreperibile». Il luogo è un’area alpina, con ogni probabilità all’estero. Potrebbe essere in Slovenia, visto che avevano lasciato la macchina in un piccolo parcheggio di Tarcento, a una ventina di chilometri dalla Slovenia, ma anche in Austria, considerato che lo scorso anno lei era andata dalle parti di Tolmezzo a fare arrampicata.
Il nodo dei rapporti con l’ex marito
Qualcosa trapela: con loro non c’è un’altra persona come qualcuno aveva ipotizzato. La zona è abitata e i carabinieri sono arrivati a loro senza l’aiuto di avvistamenti, che hanno dato tutti esito negativo. Ma c’è qualcuno sul posto che sta facendo da tramite. Sulle ragioni che hanno spinto Sonia e i suoi figli ad andarsene dalle colline piacentine di Castell’Arquato si fa strada l’idea che possano essere legate ai rapporti con l’ex marito. Questo almeno il motivo prevalente. Certo, poi c’è l’amore per la natura, per la montagna, il sogno di una vita più semplice, il buddismo e la fascinazione del survivalismo. Ma la questione familiare è prioritaria, nonostante l’ex marito, Yuri Groppi, dal quale Sonia è separata da 12 anni, abbia sempre mantenuto i rapporti con i figli avendo peraltro l’affido congiunto.
La questione del rientro in Italia
«Si auspica che — aggiunge la procuratrice — attraverso un paziente lavoro di ascolto delle problematiche evidenziate dalla stessa mamma si riesca a ricomporre una situazione familiare, descritta come fortemente problematica, al fine di favorire il rientro della donna e dei due minori nel luogo di residenza». Cercheranno di riportarli a Castell’Arquato ma non possono costringerli. La ragione è semplice: i reati per i quali si procede, la sottrazione consensuale di minore e la mancata esecuzione del provvedimento di affidamento, non consentono misure cautelari. Se l’accusa non cambia, solo un giudice civile potrà disporre il rientro dei figli e se sono in Austria o Slovenia scatta la Convenzione dell’Aja che certamente allunga i tempi. In ogni caso solo il padre si può attivare in questo senso. Per il momento Yuri Groppi si limita a gioire del ritrovamento affidando poche parole all’avvocata Federica Obizzi che lo assiste: «Sono molto contento che siano vivi e stiano bene, non vedo l’ora che la situazione si risolva».
Mentre l’anziano papà di Sonia, che qualche giorno fa ha scoperto grazie a un giornalista due lettere non proprio incoraggianti lasciate dalla figlia, si dice rinato: «Pensavo fossero in una comunità, la mia paura era che li trattenessero contro la loro volontà. Ora spero che vengano a casa alla svelta ma temo le tolgano i figli».
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14 maggio 2026
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