I tecnico biancoceleste dopo la sconfitta con l’Inter è tornano sul caos calendario: “Il casino nasce da una serie di errori fatti dalla Lega. Non sono arrabbiato, sono logico. Ci sono stati errori clamorosi, si vuole far passare certe cose come normali…”

13 maggio 2026 (modifica il 14 maggio 2026 | 00:56) – MILANO

Maurizio Sarri non nasconde l’amarezza. Per la sconfitta, certo, ma anche e soprattutto per il caos calendario e l’ipotesi di giocare il derby tra Roma e Lazio alle 12.30: “Che sensazioni sto provando per il derby che non si sa ancora quando si giocherà? Io ho la sensazione che lunedì vengo, domenica non vengo, a mezzogiorno e mezzo giocheranno loro. Questa è la mia sensazione. Il casino viene da una serie di errori fatti dalla Lega e ora la Lega deve rimediare. Però il prefetto è stato chiaro e speriamo che sia quella la data”,  commenta lapidario il tecnico biancoceleste. Poi punta il dito contro la gestione della vicenda: “Se fossi il presidente non presenterei neanche la squadra, tanto per noi è uguale a questo punto, prendiamo un punto di penalizzazione e basta. Non sono arrabbiato, sono logico. Ci sono stati errori clamorosi e nessuno ha preso il microfono per chiedere scusa”. Infine la chiusura sul peso della partita nella corsa Champions: “Si fa passare tutto come normale, ma ci sono quattro squadre che si giocano una partita da 60, 70, 80 milioni e si vuole farle giocare a maggio alle 12.30. Questo non è calcio”.

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la partita—  

Tornando al campo, l’amarezza non manca neanche parlando della partita, una finale sfuggita soprattutto nei dettagli. “Volevamo abbassare il livello della pressione nel primo tempo, perché sapevamo che alla lunga loro qualcosa avrebbero perso in aggressività”, spiega il tecnico biancoceleste. Il piano, però, è saltato quasi subito: “In un primo tempo molto ordinato abbiamo fatto tutto da soli, regalando praticamente entrambi i gol. E lì la partita è diventata difficile”. La Lazio ha avuto anche le occasioni per riaprirla, “una con Noslin e una con Dia”, ma senza riuscire a cambiare l’inerzia della gara. “Eravamo consapevoli che tecnicamente fossero più forti di noi, però stasera sembrava che la partita potesse prendere una piega diversa”. Poi il pensiero finale va soprattutto alla squadra e ai tifosi: “Del mio futuro, in questo momento mi importa meno di zero. È in discussione da entrambe le parti quindi il problema ora non è assolutamente quello. Mi dispiace per i ragazzi, ho visto uno stato d’animo molto difficile nello spogliatoio, e per il pubblico che era tornato numeroso. Abbiamo trovato una squadra più forte e, anche con un po’ di complicità nostra, hanno vinto meritatamente”.