I viaggi in treno potrebbero diventare più facili, almeno da prenotare. La Commissione europea ha proposto una novità: un progetto per semplificare i viaggi attraverso un biglietto ferroviario unico. Il pacchetto “One journey, one ticket, full rights” ha come obiettivo quello di smettere di frammentare gli spostamenti transfrontalieri.

Ursula von der Leyen ne aveva parlato già nel luglio 2024, nel discorso programmatico per il suo secondo mandato ma è servito un anno per trasformarla in proposta legislativa.

Il progetto del biglietto unico per i treni

Come funziona il biglietto ferroviario unico? Si sceglie dove andare su una piattaforma e si acquista un unico biglietto che copre l’intero percorso, anche se in mezzo ci sono due, tre operatori diversi di Paesi diversi. Un’unica transazione, un unico documento di viaggio.

Le piattaforme di biglietteria online, secondo la proposta, avranno l’obbligo di mostrare le offerte in modo neutrale, senza favoritismi o algoritmi per far sparire la concorrenza. I criteri predefiniti di visualizzazione dovranno includere prezzo, durata, orario di partenza e anche le emissioni di CO₂, dove disponibili.

Le grandi compagnie ferroviarie nazionali, quelle con oltre il 50% del mercato interno, dovranno includere nei risultati di ricerca anche i servizi degli altri operatori. E se una compagnia concorrente chiede di vendere i propri biglietti sulla piattaforma di un big, quest’ultima non potrà dire di no.

I vantaggi

Secondo le stime della Commissione, il pacchetto potrebbe portare a un aumento del 5% dei passeggeri ferroviari e a una riduzione generale dei prezzi. Il commissario ai Trasporti Apostolos Tzitzikostas l’ha detto esplicitamente: benefici per i passeggeri che pagheranno meno, e per le imprese che venderanno di più.

Ma il vantaggio più concreto riguarda le coincidenze perse. Oggi, se viaggiate con due operatori diversi e il primo treno fa tardi facendovi perdere il secondo, siete sostanzialmente soli con il problema. Con il biglietto unico, invece, la compagnia responsabile del ritardo è tenuta a garantirvi un’alternativa senza costi aggiuntivi, oppure il rimborso completo. Avete diritto ad assistenza: bevande, pasti, e se necessario anche un pernottamento e a un risarcimento per il ritardo subìto. Le altre compagnie coinvolte nel viaggio, in più, dovranno accettarvi sul primo treno utile disponibile.

Un sistema di protezione che oggi semplicemente non esiste per i viaggi multi-operatore. E che, se avete mai perso una coincidenza in Germania restando appesi con un biglietto italiano in mano, sapete quanto valga.

Il vicepresidente della Commissione Raffaele Fitto ha inquadrato la questione in modo più ampio: la connettività ferroviaria non è solo trasporti, è coesione. Chi vive in una regione di confine o in un’area rurale non dovrebbe scontare uno svantaggio strutturale solo perché il suo tragitto tocca due sistemi ferroviari nazionali che non si parlano. È un punto che in Italia, con la questione delle aree interne sempre aperta, risuona in modo particolare.

L’eurodeputato Jens Gieseke ha esposto il paragone più azzeccato: è come il roaming. Prima di quella rivoluzione, telefonare all’estero era un lusso o una roulette russa sulla bolletta. Poi l’UE è intervenuta e la cosa è diventata normale. L’obiettivo è replicare quella normalità per i treni.

La proposta ora passa al Parlamento europeo e al Consiglio. I tempi del percorso legislativo ordinario non sono brevi ma la direzione, questa volta, sembra quella giusta.