di
Paolo Valentino
L’archeologo Dijkman convinto che Charles de Batz Castelmore, il nobiluomo che ha ispirato Dumas per creare il personaggio più celebre de I Tre Moschettieri, sia seppellito nella Chiesa di San Pietro e Paolo a Maastricht
Lo scorso marzo, durante lavori di ordinaria manutenzione davanti all’altare della Chiesa cattolica di San Pietro e Paolo a Wolder, borgo olandese attaccato a Maastricht, una voragine si aprì sul pavimento. E sotto il marmo grigio, gli operai videro i resti di uno scheletro umano. Appena avvertito, il parroco Jos Valke entrò subito in uno stato di agitazione. La prima cosa che fece fu chiamare al telefono Win Dijkman, un archeologo in pensione che da oltre trent’anni insegue un sogno: trovare le ossa di Charles de Batz Castelmore, meglio conosciuto come d’Artagnan.
Avete capito bene, proprio lui, il nobiluomo di origine basca che ispirò Alexandre Dumas per creare il personaggio più celebre de I Tre Moschettieri: «Tutti per uno, uno per tutti». Nella vita reale, infatti, il vero D’Artagnan era capitano dei moschettieri e spia di Luigi XIV, non di suo padre Luigi XIII come nella trama del romanzo, che morì durante l’assedio di Maastricht il 25 giugno 1673. Più di tre secoli e mezzo dopo, il mistero di dove venne sepolto potrebbe essere stato risolto.
Dijkman, infatti, è sempre stato convinto che de Batz Castelmore, «Sieur d’Artagnan» per parte di madre, sia stato seppellito proprio nella Chiesa di San Pietro e Paolo, dopo che un proiettile di moschetto lo colpì alla gola uccidendolo sul colpo. Frammenti di pallottola sono stati in effetti trovati nello scheletro all’altezza del petto.
I resti trovati a Wolder sono stati mandati a una università olandese per essere sottoposti a test scientifici in grado di accertare l’identità dello scheletro: datazione al carbonio, DNA e altre analisi. L’ateneo, la Saxion University of Applied Sciences, ha confermato di essere stata incaricata delle verifiche. Non sarà facile arrivare a conclusioni certe: ci sono discendenti accertati del vero d’Artagnan con cui confrontare il DNA, per esempio, ma la nobiltà francese aveva spesso relazioni extraconiugali e quindi è teoricamente possibile che non siano biologicamente legati al moschettiere del re.
Se però fosse provato che le ossa siano proprio quelle dell’eroe, come Dijkman è assolutamente certo, allora sarebbe un fatto storico enorme: «Sarebbe la prima volta che un eroe da romanzo diventa un personaggio reale in carne ed ossa», dice Julien Wilmart, storico del Centre Roland Mustier di Parigi. Soprattutto perché, il carattere immortalato da Dumas e poi da decine di versioni cinematografiche del suo capolavoro, è centrale nella mitologia nazionale francese, col suo miscuglio romantico di lealtà, coraggio e stile.
Mentre nel pavimento della Chiesa di Wolder il buco rimane aperto e gli abitanti trattengono il fiato in attesa dei risultati, il borgo è già salito all’attenzione internazionale con decine di troupe televisive accorse da tutto il mondo e articoli pubblicati su giornali e riviste specializzate, compreso lo Smithsonian Magazine. Il parroco sogna già un museo e l’arrivo migliaia di turisti, che normalmente affollano Maastricht ma non si arrampicano sulla collina dov’è arroccato il piccolo villaggio.
14 maggio 2026
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