Le parole del russo in conferenza stampa lanciano la sfida all’altoatesino, per quella che potrebbe essere la semifinale degli Internazionali d’Italia

Foto di Ray Giubilo

Quando Daniil Medvedev calca i campi in terra battuta, può succedere letteralmente di tutto, dalla vittoria degli Internazionali d’Italia nel 2023 al doppio 6-0 subito da Matteo Berrettini qualche settimana fa a Montecarlo. A non mancare mai è però la voglia di lanciare delle piccole frecciatine, che ormai caratterizzano il suo personaggio e lo rendono a suo modo unico nel tour. Il ‘bersaglio’ di questa volta è proprio Jannik Sinner, suo possibile avversario in semifinale a Roma – Medvedev deve superare Landaluce, Sinner ha invece Rublev – e l’occasione è la conferenza stampa dopo la vittoria su Tirante in ottavi. Interrogato sullo stato di forma del numero uno al mondo, il russo si è così espresso al riguardo: “C’è sempre la possibilità di battere Sinner, più o meno. Anche se ultimamente raramente ha una brutta giornata. L’ho affrontato a Indian Wells ma non ci siamo mai incontrati su terra”. Ecco poi che arriva la stoccata, sotto forma di provocazione “Se Jannik perde, non sorprendetevi. Questo è lo sport”.

Medvedev sembra quindi rifiutare l’idea di un Sinner invincibile, un po’ come il suo connazionale e amico Rublev che ha dichiarato come più l’altoatesino vinca più si avvicina – inevitabilmente – al momento in cui perderà un match. L’ex numero uno al mondo è poi tornato sul torneo di Montecarlo, e sulla distruzione della racchetta che ha fatto tanto discutere. “Solitamente, quando rompo una racchetta è qualcosa che decido in maniera consapevole. Nel Principato no, non volevo farlo. Pensavo che mi avrebbe dato una spinta, ma non è successo. La cosa migliore che potevo fare, e che ho fatto dopo la partita, era mettere da parte la racchetta per qualche giorno”.

Infine Daniil ha voluto dire la sua sul tema degli spettatori ‘rumorosi’, che soprattutto nella prima settimana al Foro Italico hanno fatto tanto discutere. “Il problema è distinguere tra gli spettatori che magari hanno bevuto un po’ di più, e quelli che hanno bevuto e che scommettono anche. Questi ultimi sono il caso peggiore, ma le scommesse sono una realtà consolidata: generano denaro, e lo sport, i tornei e i giocatori vogliono quel denaro”.