Nel weekend in campo nelle finali nazionali Under 18 le figlie di Vigor, Osvaldo e Luigi. E l’anno prossimo giocheranno in Serie A: Arianna a Trento, Vanessa al Club Italia, Nicole nell’Altamura

Roberto Parretta

14 maggio 2026 (modifica alle 14:36) – MILANO

Un bellissimo capitolo che sta per chiudersi, una carriera che a breve spiccherà il volo. È il destino che unisce tre figlie d’arte della pallavolo azzurra che, curiosamente, si ritrovano a giocare insieme al Volleyrò Casal de’ Pazzi, il club romano riferimento del movimento giovanile italiano. Sono Arianna Bovolenta, Nicole Mastrangelo e Vanessa Hernandez, le figlie dei due azzurri Vigor e Luigi e del mitico opposto cubano Osvaldo. Tutte e tre saranno in campo nel weekend a Cremona per le finali del campionato Under 18, dopo di che chiuderanno il loro capitolo giovanile per spiccare il volo verso la carriera senior: Arianna (ruolo, centrale), che in realtà ha già assaporato l’A2 in questa stagione con il Club Italia, andrà a Trento, Nicole (schiacciatrice) all’Altamura e Vanessa (palleggiatrice) a sua volta al Club Italia. 

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In casa di Arianna, doppia figlia d’arte, visto che la mamma è l’ex pallegiatrice Federica Lisi, la pallavolo non è solo uno sport, ma è più che altro un linguaggio comune, una (quasi) inevitabile tradizione di famiglia. “Siamo in cinque e giochiamo tutti, tranne una delle gemelle: lei è anti-sport”, sorride Arianna Bovolenta. Una famiglia in cui il pallone è sempre stato presente e che l’ha contagiata da subito: “Ho iniziato alla Teodora a Ravenna, poi mi sono trasferita a Roma, ho giocato due anni al Volleyrò e questa è la mia terza stagione al Club Italia”. La confessione è però legata allo sport che le avrebbe potuto far cambiare strada. “Da piccolissima facevo ginnastica artistica, ma ho capito che non era il mio sport. Tanta fatica e poi c’era un altro aspetto che non faceva per me: la pallavolo mi ha fatto innamorare perché è uno sport di squadra. Anche per questo mi piace molto più giocare che guardarla in tv. Le emozioni voglio viverle io in prima persona, voglio stare in campo”. Con una famiglia del genere, si avverte il peso di quel cognome? “Zero pressioni, mamma è molto tranquilla. Qualche consiglio ogni tanto sì, ma niente ossessioni tecniche. Solo uno: la grinta, mi ha insegnato a dare sempre tutto”. Un’adolescenza vissuta lontano da casa, ma sempre in gruppo, con la foresteria del Volleyrò a fare da epicentro e poi al Club Italia: “La cosa più bella – dice Arianna – è che condividi tutto con le compagne. Si crea davvero un legame forte. C’è sempre qualcuno con cui parlare, soprattutto nei momenti difficili. Un mio difetto? Dicono che sono un po’ disordinata”. Dopo le finali scudetto giovanili, davanti a Bovolenta si prospetta il verso salto verso la carriera da professionista: “Sono molto contenta di iniziare questo nuovo percorso. Credo che la paura sia normale, ho le mie insicurezze, ma sono pronta ad affrontarle e gestirle”. Il sogno? “Voglio dare sempre il massimo possibile. Dare tutta me stessa”. 

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Vanessa Hernandez è arrivata in Italia 5 anni fa, da L’Havana a Roma, dove papà Osvaldo ha vinto anche uno scudetto. “A Cuba più che giocare, mi piaceva guardare le partite di mio fratello Osvaldo. Poi a forza di guardare ho voluto provare e mi è piaciuto. Non avevo una vera e propria società, mi allenavo al mini volley vicino casa. Ma anche con papà, allenamenti improvvisati, anche in strada. A casa? Una volta ho rotto una lampada, mamma mi ha detto qualche parola e non ho rotto più niente”. Ecco allora spiegato un segreto: diciamo che scambiare palleggi o ricevere consigli da una leggenda della pallavolo non è un privilegio che in tante possono vantare. “Papà è venuto a Roma e poi l’ho seguito, mamma Mercedes ci ha raggiunto da un anno. Sentivo di avere talento, ma quando sono arrivata al Volleyrò mi sono resa conto che non sapevo fare niente, mi hanno insegnato tutto. Gli altri mi dicevano che ero brava, io l’ho scoperto col tempo”. Frequenta il liceo scientifico sportivo e ammette di cavarsela: “Niente di che, intorno al sei e mezzo/sette, normale”. Dove vuole eccellere, invece, è sul campo di pallavolo: “Il mio obiettivo? Giocare in Serie A e arrivare più in alto possibile, voglio essere la più forte del mondo”. La determinazione non le manca, così come la consapevolezza delle difficoltà che dovrà affrontare: “Come la pressione”. Che però si allena già bene giocando sempre per il massimo obiettivo anche nelle giovanili. 

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Quando scendono in campo, le Under 18 del Volleyrò lo fanno con un urlo decisamente… poco romano. Per chiedere informazioni su questo “Sciamn!” urlato prima della partita, dicono che bisogna rivolgersi a Nicole Masttrangelo. “Significa ‘andiamo’ in pugliese”. E certo, visto che papà Gigi è di Mottola. Anche se Nicole è nata a Cuneo, infatti, il dna è pugliese. Non è un caso che la sua destinazione in A2 sarà Altamura, a un’oretta da Mottola e dai nonni. “I miei primi tifosi. Quest’anno siamo scesi diverse volte per giocare lì e loro sono venuti. A nonna Concetta devo anche la ricetta del mio piatto preferito: il cubettino alle cozze”. Con la pallavolo, invece, più che un incontro è stato uno scontro: “La pallonata in faccia che mi arrivò quando mi fecero provare in uno di quegli sport-day in piazza. Mi misi a piangere e non ne volli più sapere”. Quindi ha iniziato a provare altri sport: “Ma alla fine ero sempre la più alta, messa lì in mezzo come un palo. Così ho deciso di dare una seconda chance alla pallavolo”. Ed è andata decisamente meglio: ora le pallonate le tira lei addosso alle avversarie. “Capita… Ma la cosa che mi piace di più e murare”. E papà? “Non mi ha mai indirizzato verso la pallavolo, mi ha sempre lasciata libera”. E dopo gli inizi a Cuneo, è arrivato il Volleyrò: “Ero sempre la più piccola, giocavo sopra categoria. Al Trofeo delle Regioni con il Piemonte è cambiato tutto. Prima le convocazioni, poi uno stage in nazionale, infine il Club Italia. In realtà io nemmeno conoscevo bene il Volleyrò, ma sentivo le altre ragazze dire che era un sogno andarci a giocare. Così quando mi hanno cercata, ho accettato. Ci allenano tanto e ci mettono pressione, ma lo fanno per il nostro bene”. Roma che è diventata casa, presto rimarrà però un passaggio verso la carriera senior. “Sono felice, non vedo l’ora di iniziare”. E seguire le orme di papà Gigi, a due passi dai nonni. Dove porterà anche il suo “Sciamn!” e un pezzo di Volleyrò.