La creatività, suggerisce, non è scomparsa — si è semplicemente spostata altrove. A volte in luoghi inattesi, a volte scomodi, emergendo dove nuovi problemi richiedono nuove soluzioni. Eppure la direzione, per lui, è chiara. “Ci sono moltissime cose da migliorare in questo momento.” Il design deve diventare “più rigenerativo”, più capace di affrontare sistemi invece che oggetti. Perfino l’AI, in questo senso, non è soltanto uno strumento di accelerazione, ma qualcosa che “dà alle persone la possibilità di pensare più in grande”.