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Vittorio Sgarbi ha mantenuto la promessa. Quella di aprirsi nuovamente agli altri, uscire da un buio permanente, a causa di una forte depressione, che non lo ha mai rappresentanto realmente. Quindi come promesso il critico d’arte si è presentato a Venezia al fianco della sua compagna Sabrina Colle e di sua sorella Elisabetta Sgarbi. L’occasione è stata quella di poter ammirare con i propri occhi il murale del bambino migrante, The Migrant Child, disegnato dallo street artist Banksy nel 2019 durante la Biennale. Un’opera destinata a deteriorarsi fino alla distruzione con l’alta marea se Sgarbi, all’epoca sottosegretario alla Cultura del ministero della Cultura,non fosse intervenuto.
APPROFONDIMENTI
Il momento più duro
Ora il murales è stato staccato dal muro di un palazzo in Campo San Pantalon, restaurato, e per due giorni ha viaggiato su una barca tra i canali di Venezia per essere ammirata da tutti…Il momento più difficile sembra ormai superato e Vittorio Sgarbi continua a dire che «Sabrina mi ha salvato la vita con il suo amore».
Ma non lo ha mai lasciato solo nemmeno sua sorella Elisabetta: «Mi è sempre stata vicina. Sempre».
Pochi giorni prima di essere a Venezia – racconta il settimanale Gente – Sgarbi si era recato a Ferrara alla Festa per i 150 anni del Corriere della Sera. «Ed è stato bravissimo. Intenso, tenero, compassato e anche ironico – racconta commossa Sabrina Colle – Spero che abbia finalmente accettato questa sua natura, che penso abbia voluto sempre soffocare. Calcolate che tutto questo sta accadendo senza il supporto delle medicine quindi il suo sforzo è stato enorme».
E la sua compagna non dimentica che «solo un anno fa eravamo al Policlinico Gemelli. Oggi essere a Venezia, dove lui ha fatto un discorso toccante mi sembra un sogno».
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