La Procura: «Non ci sono motivi per cambiare il parere, si auspica il termine delle verifiche entro l’inizio di giugno». Per ora nessun riscontro dell’Interpol al racconto della donna su presunti festini in villa
Al momento non ci sono ragioni cambiare il parere formulato dalla Procura generale di Milano al Quirinale sulla grazia a Nicole Minetti, condannata per il caso Ruby e Rimborsopoli: le risposte, parziali, fornite fino ad ora dall’Interpol non sono tali da comportare una modifica.
Gli approfondimenti – che proseguono anche in base agli articoli del Fatto Quotidiano – sono volti a verificare l’esistenza di presunti testimoni che potrebbero offrire un quadro diverso rispetto allo stile di vita ritenuto idoneo (insieme alle ragioni umanitarie legate all’adozione di un minore) per l’atto di clemenza. Sempre da fonti inquirenti emerge l’intenzione di poter chiarire tutti gli aspetti della vicenda che coinvolge l’ex consigliera regionale in tempi rapidi, tendenzialmente entro la prima settimana di giugno.
La Procura generale di Milano non ritiene necessario sentire con una rogatoria la massaggiatrice che per 20 anni ha lavorato nella villa in Uruguay dove risiede Nicole Minetti con il compagno Giuseppe Cipriani. E questo perché le verifiche dell’Interpol negli accertamenti disposti in seguito ai dubbi sorti attorno alla concessione della grazia, non hanno al momento dato riscontro al racconto della donna su presunti festini nella residenza di Punta de l’Este. La procuratrice Generale Francesca Nanni e il sostituto pg, Gaetano Brusa sono in attesa di ulteriori esiti di approfondimenti; al momento la situazione non è mutata.
14 maggio 2026 ( modifica il 14 maggio 2026 | 16:36)
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