Nate Garrett: una delle personalità più intime e particolari nel panorama metal, un musicista che ha trovato nella musica la perfetta valvola di sfogo dei propri pensieri, delle proprie passioni e paure, riuscendo ogni volta, attraverso gli album dei suoi Spirit Adrift, a trasmettere una quantità indefinita di emozioni.
Una strada tortuosa, quella intrapresa dal chitarrista americano, il quale ha dovuto spesso e volentieri fare i conti con il conto salato che la vita presenta quando meno uno se lo aspetta: ostacoli difficili da affrontare, come quelli di cui ha parlato pubblicamente lo scorso anno lo stesso Nate, che ha purtroppo coinvolto la moglie Nicole, impegnata in una dura lotta contro un tumore.
Un episodio che ha anticipato un altro passo importante compiuto dall’artista texano: la scelta di chiudere definitivamente i battenti con la sua creatura musicale, gli Spirit Adrift, rilasciando l’ultimo testamento discografico (“Infinite Illumination”) all’inizio dello scorso aprile.
Ed è proprio con Garrett che abbiamo avuto la fortuna di condividere alcune considerazioni sul nuovo album, sulla carriera della sua band e su quanto avvenuto nell’ultimo periodo.
CIAO NATE, PRIMA DI TUTTO, COME STAI?
– Sopravvivo. Al momento mi sento abbastanza bene perché il nuovo album sta andando molto bene.
NEL LUGLIO DELLO SCORSO ANNO HAI CONDIVISO UN POST NEL QUALE HAI COMUNICATO LA TRISTE NOTIZIA DELLA MALATTIA CHE AVEVA COINVOLTO TUA MOGLIE, AVVIANDO POI UNA RACCOLTA FONDI PER AIUTARLA A RICEVERE CURE MEDICHE: COME STANNO ANDANDO LE COSE? COME STA NICOLE?
– È estremamente forte. Credo che ce la farà.
QUESTO EVENTO HA INEVITABILMENTE INFLUENZATO LA TUA VITA COME PERSONA E COME ARTISTA: QUANDO HAI DECISO DI CHIUDERE IL CAPITOLO CON SPIRIT ADRIFT?
– In realtà avevo già considerato “Ghost At The Gallows” come l’ultimo album di Spirit Adrift. Da tempo ero insoddisfatto, persino disgustato, dello stato dell’industria musicale, della industria dei tour e di tutto quello che ne consegue. Quando qualcosa come il cancro entra nella tua vita, ti fa capire quanto sia prezioso il tempo.
Il tempo è l’unica cosa che ha valore: il denaro è inutile se non hai tempo, le cose materiali sono inutili se non hai tempo. Così ho deciso che non voglio più sprecare tempo partecipando a cose che distruggono la gioia nella mia vita. E l’industria musicale è una di queste.
Inoltre, sono arrivato a convincermi che ci sia una sorta di maledizione che pende sugli Spirit Adrift. Ogni volta che faccio un album, qualcosa di terribile accade nella mia vita. Quindi ho deciso che avrei realizzato l’album più pesante e migliore possibile e poi avrei lasciato al top. Voglio andarmene sulle mie gambe, a testa alta, piuttosto che strisciare via come fanno molte band.
C’È SEMPRE STATO UN TEMA PRINCIPALE IN CIASCUNO DEI TUOI ALBUM, CHE RIFLETTEVA IL TUO STATO D’ANIMO IN QUEL PRECISO MOMENTO. QUAL È QUINDI L’ATMOSFERA DI “INFINITE ILLUMINATION”?
– Violenta guerra spirituale! Interna ed esterna.
A DIFFERENZA DEGLI ALBUM PRECEDENTI, LE TRACCE DEL NUOVO DISCO — SOPRATTUTTO NELLA PRIMA PARTE — HANNO UN ANDAMENTO PIÙ LENTO; SONO UN PO’ MENO DINAMICHE RISPETTO AL TUO STILE ABITUALE, CHE SPESSO GIOCA CON CAMBI DI RITMO E RIFF MARCATI IN PERFETTO STILE BLACK SABBATH.
– Non sono d’accordo con la valutazione ‘meno dinamico’. Anzi, penso che la maggior parte dell’album contenga il materiale più dinamico mai registrato prima dagli Spirit Adrift.
Concordo invece sul fatto che ci siano più parti pesanti, forse più midtempo in generale, anche se ci sono ancora parti veloci, persino al limite del death metal con doppia cassa, cosa che non avevamo mai fatto prima.
Ma questa è la bellezza della musica e dell’arte: ognuno che la vive può viverla in modo diverso. Invito te, e chi ci legge, a continuare ad ascoltarlo, scoprendo cose nuove.
L’ASPETTO VISIVO CHE ACCOMPAGNA LA MUSICA È SEMPRE STATO UNA COMPONENTE DISTINTIVA NEL TUO LAVORO. PUOI RACCONTARCI COSA RAPPRESENTANO LE VARIE IMMAGINI SULLA COPERTINA DI “INFINITE ILLUMINATION”?
– La copertina raffigura un uomo che sta vedendo qualcosa che va completamente oltre la comprensione umana. Gli viene impartita conoscenza divina? Follia? Non ne siamo certi.
“INFINITE ILLUMINATION” È IL TUO CAPITOLO PIÙ RECENTE: SE DOVESSI CLASSIFICARE LE TUE OPERE, COME LE POSIZIONERESTI? QUAL È STATO SECONDO TE IL TUO MIGLIOR DISCO E QUALE INVECE MERITEREBBE DI ESSERE RIVISITATA IN QUALCHE MODO?
– “Infinite Illumination” è il miglior album degli Spirit Adrift. E quindi si merita una S-Tier, se usiamo il sistema di classificazione dei ragazzi.
Subito dopo ci sarebbe l’EP “Forge Your Future”, con una A-Tier.
Poi “Ghost at the Gallows”, “Curse of Conception”, “Divided by Darkness”, “Enlightened In Eternity”, senza un ordine preciso, con una B-Tier.
Ognuno di quegli album ha pregi e difetti: potrei anche alzare il voto a “Ghost at the Gallows”, dandogli una A ed abbassare i primi lavori ad una C, dato che stavo solo cercando di capire cosa volevo fare.
Mentre invece la pubblicazione peggiore è “20 Centuries Gone”. È stata una strana cosa legata al Covid e all’etichetta discografica: non si tratta di un album vero e proprio ma di una sorta di strana uscita con una serie di cover e due brani originali. Se potessi tornare indietro probabilmente avrei pubblicato solo i due brani originali come singoli e stop. Rimanendo quindi alle votazioni, “20 Centuries Gone”, nel suo complesso, si prende D-Tier, mentre i pezzi originali meriterebbero una A; ne sono molto orgoglioso.
QUAL È STATO L’EPISODIO PIÙ SODDISFACENTE DELLA TUA CARRIERA CON GLI SPIRIT ADRIFT?
– Ricordo di aver fatto il check del microfono al Download Fest, ho semplicemente detto “OH!” E tutto il pubblico me l’ha cantato indietro. Così ho fatto la cosa alla Dio, o alla Freddie Mercury, facendo cantare al pubblico delle frasi melodiche. È stato surreale. Ho troppi ricordi belli come quello per elencarli tutti.
IL 20 MARZO SCORSO HAI SUONATO PER L’ULTIMA VOLTA SUL PALCO CON LA BAND A SAN ANTONIO: COM’È ANDATA?
– È stato perfetto. C’erano così tanti giovani fan metal appassionati. Mi ha dato molta speranza. (In realtà, proprio in questi giorni, gli Spirit Adrift sono alle prese con un tour americano di spalla ai Cryptopsy, in sostituzione dei Fulci, in quello che di fatto si può definire il loro tour di addio vero e proprio, ndr)
COME SCRITTO NELLA RECENSIONE DI “INFINITE ILLUMINATION”, MI DISPIACE DAVVERO CHE NON CI SARANNO PIÙ PUBBLICAZIONI O CONCERTI DAL VIVO.
NEL 2022 HO AVUTO L’OPPORTUNITÀ DI VEDERVI AL BLOOM DI MEZZAGO INSIEME AGLI YOB, E RICORDO LA SCARICA DI EMOZIONI TRASMESSA DA TE E LA TUA BAND; È STATA INCREDIBILE!
COSA VORRESTI DIRE A CHI TI HA SEGUITO FIN DALL’INIZIO O A CHI TI HA APPENA SCOPERTO?
– Grazie per queste belle parole. In realtà ricordo distintamente quel concerto perché è il giorno in cui il mio caro amico Trevor dei Black Dahlia Murder è scomparso. È stato un giorno abbastanza pesante. Cosa dire ai fan? Innanzitutto grazie mille per il supporto e poi, come diceva Ozzy… “I love you all!”.
