Mentre Darderi regala spettacolo, l’Olimpico invade con i vapori di una finale mediocre il Centrale del Foro Italico

I fuochi d’artificio dell’Olimpico, teatro della finale di Coppa Italia, hanno interrotto il quarto degli Internazionali di tennis nel vicino Centrale. Un ponte di fumo ha collegato due mondi lontani. Da una parte lo spettacolo adrenalinico di Jodar e Darderi che si prendevano a pallate con coraggio e talento; dall’altra la Lazio che si difendeva anche sotto di un gol e l’Inter che non aveva motivo di attaccare, partita noiosa, simbolo di una stagione di bassa qualità. Sul Centrale, un altro rampollo della nostra Età dell’oro che sta scalando il ranking Atp, come il sorprendente Pellegrino, sulla scia di Sinner e dei suoi fratelli, Musetti, Cobolli…; all’Olimpico, i grandi 9 (Vieri), i grandi 10 (Totti, De Piero), i Palloni d’oro (Baggio) e i campioni del mondo (Materazzi, Zambrotta) stavano in tribuna. 

Da una parte il tennis che non deve dire grazie solo alle mamme, ma anche a una felice programmazione; dall’altra il calcio dell’immobilismo e dell’improvvisazione che non sa dove mettere un derby, sorpreso dalla finale del tennis, programmata due anni fa, sorpreso dal vento che porta a spasso i fumi dei fuochi d’artificio; da una parte, il tennis italiano più trendy del mondo; dall’altra il nostro pallone rotolato ai margini d’Europa e fuori dal Mondiale. Una nuvola di fumo piena di significati, come quelle degli indiani. Darderi, durante la sospensione, si è tenuto sveglio con i caffè, poi ha demolito il nuovo Alcaraz: 6-0 come a Zverev. Sarà che Luciano ha una certa somiglianza con Matteo Renzi, ma first reaction: shock! Chissà quando torneremo a spalancare gli occhi per un 9 o un 10 azzurri.