CREMONA –  Cittadini e aziende cremonesi quest’anno potrebbero spendere oltre 190 milioni di euro in più per benzina, gasolio, energia elettrica e gas: un +15,1% rispetto al 2025, che rischia di avere effetti pesantissimi sia sulle imprese sia sulle famiglie. A fare una stima delle conseguenze della guerra nel Golfo è stata la Cgia di Mestre, che parla di un ‘conto’ da quasi 29 miliardi di euro a carico degli italiani.

La regione che subirà maggiormente è appunto la Lombardia, che dovrebbe passare da una spesa energetica di 35,7 miliardi di euro a 41,1 miliardi. Dunque circa 5,4 miliardi in più che, facendo una proporzione basata sugli abitanti al primo gennaio 2026, per la nostra provincia restituisce un dato significativo, seppure ad oggi empirico in quanto comprensivo degli incrementi a carico delle aziende: i 355.135 residenti rischierebbero un aumento pro capite annuo attorno ai 536 euro. Per una famiglia media di tre persone si potrebbe dunque arrivare ad oltre 1.600 euro.

«La ‘fetta’ più pesante riguarda benzina e diesel – spiega il centro studi della Cgia – con 13,6 miliardi di extra costi, seguiti da 10,2 miliardi per l’energia elettrica e 5 miliardi per il gas. Un impatto economico che rischia di mettere in forte difficoltà sia le famiglie più vulnerabili economicamente sia le imprese con poca liquidità». Nel report si parla anche di interventi auspicati, a partire da «un provvedimento strutturale che, nell’arco di cinque-sette anni, acceleri la transizione energetica riducendo la dipendenza dalle fonti fossili».

Poi la sospensione del patto di stabilità «permettendo ai Paesi membri dell’Ue di contenere il caro energetico senza impatti sul rapporto deficit/pil». E ancora: taglio dell’Iva sulle bollette, tetto al prezzo del gas, contributo di solidarietà sugli extraprofitti delle multinazionali dell’energia. Ma le soluzioni sulla carta sono tutt’altro che semplici da calare nella realtà.


Giandomenico Auricchio presidente di Unioncamere Lombardia e della Camera di commercio di Cremona Mantova e Pavia conferma l’impatto dei rincari dell’energia sul mondo produttivo cremonese

Le indagini trimestrali fra industriali e mondo dell’artigianato lombardo, intanto, confermano la preoccupazione relativa ai rincari energetici: «Nell’ambito di questi studi ci rivolgiamo ad un campione ampio, oltre tremila imprese lombarde – spiega Giandomenico Auricchio, presidente di Unioncamere Lombardia e della Camera di commercio di Cremona, Mantova e Pavia – ed effettivamente da queste indagini emerge che i costi energetici sono la prima preoccupazione, sia a livello industriale che artigianale. Subito dopo arrivano i timori legati al costo delle materie prime, alle problematiche geopolitiche e geoeconomiche, all’accesso al credito. Il 25 in Regione, con l’assessore Guido Guidesi, presenteremo i dati sul primo trimestre 2026: ci confermano l’inizio di questa preoccupazione che, temo, troveremo rafforzata nel secondo trimestre».