Il mondo della street art è sempre più una realtà del nostro quotidiano, da Banksy a Kenny Random, Tony Gallo e Alessio B. A parte l’ormai celeberrimo, misterioso artista inglese di Bristol, i meno avvezzi all’argomento potrebbero obiettare: ma gli altri, chi sono?
Stiamo parlando della “scuola padovana”, quindi abbastanza vicina geograficamente al nostro territorio, molto apprezzata anche oltre i confini del Veneto, le cui opere si possono ammirare sui muri, negli angoli di strade e sulle facciate esterne di molti edifici della città del Santo, persino di strutture ospedaliere. Questo a significare che – ormai -n on parliamo più di “imbrattatori”, ma di creativi outdoor, la cui attività – per così dire – ormai ci rappresenta.
Maupal, nome d’arte di Mauro Pallotta, romano de’ Roma, è invece diventato famoso a livello nazionale per le sue opere, raffiguranti Papa Bergoglio come super eroe (“Super Pope”), al punto che il compianto pontefice argentino-piemontese lo ha voluto incontrare per congratularsi con lui e arrivando a commissionargli sette dei suoi lavori per la Santa Sede in occasione del messaggio quaresimale nel 2024.
Questa star della street art – udite, udite – è anche un grande amico del gruppo scout di Melara, tanto che già una sua creazione (intitolata “Egalité”…) fa bella mostra di sé all’interno del magnifico centro scout della frazione di Santo Stefano. Ma non solo. Maupal è giunto di recente nuovamente a Melara per realizzare – stavolta – un disegno fatto su carta, incollato ad una parete nella piazza del piccolo centro altopolesano.
A sottolineare il valore artistico-sociale delle opere di questi incredibili artisti, sarebbe sufficiente il titolo: “Decreto Bollette”. L’opera raffigura un signore anziano, appoggiato al bastone, mentre trascina con l’altra mano (non senza fatica) una bombola del gas. La fragile figura è la testimonianza più efficace di una situazione insostenibile per gran parte degli italiani, alle prese con il caro vita e gli aumenti delle tariffe energetiche. Il fatto che Maupal abbia scelto proprio Melara per un’opera tanto intensa e attuale, collocata su un muro del centro del paese, diventa una sorta di provocazione, soprattutto per la scelta di un luogo poco avvezzo alla ribalta, come il minuscolo centro altopolesano, ultimo baluardo della provincia di Rovigo, dove proporre una riflessione pubblica di drammatica contingenza, che racconta le grandi difficoltà in cui viviamo (come singoli, coppie e famiglie) nell’attuale momento storico, turbato da guerre e da un malessere sociale, che si traduce – con frequenza sempre più inquietante – anche in una incontenibile rabbia giovanile.